Barile sopra 100 dollari e Borse giù, il contraccolpo sui mercati
Roma, 13 apr. (askanews) – Inizio settimana inevitabilmente negativo per i mercati, dopo il fallimento delle trattative tra Usa e Iran e il persistere della chiusura dello snodo chiave dello Stretto di Hormuz.
A farne le spese innanzitutto i prezzi di petrolio e gas naturale, con il barile di oro ero tornato immediatamente al di sopra dei 100 dollari. Le borse europee hanno aperto tutte in ribasso e a metà mattina a Piazza Affari l’indice Ftse-Mib cede uno 0,79%.
Limitati i movimenti sui titoli di Stato, con i tassi sui Btp decennali in rialzo di circa 2 punti base base al 3,85% e il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti, lo “spread”, a 79 punti base.
Unica eccezione la borsa di Budapest, partita in netto rialzo dopo la vittoria elettorale dell’esponente dell’opposizione ungherese Peter Magyar. Nelle contrattazioni mattutine l’indice di riferimento (Bux) guadagna il 2,58%, mentre i rendimenti sui titoli di stato segnano netti calmieramenti (con un calo di oltre 40 punti base sulla scadenza decennale).
A metà mattina, il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord balza del 6,82% a 101,69 dollari. Negli scambi dell’afterhours il West Texas Intermediate balza del 7,13 per cento a 103,46 dollari. I futures europei Ttf sul gas in prima consegna salgono del 7,4% a 46,85 ad Amsterdam.
