Crea: in viticoltura in rosa più innovazione e meno gap genere
Roma, 13 apr. (askanews) – Il divario di genere in agricoltura esiste ancora, in viticoltura sembra essersi ridotto. In questo settore, infatti, le imprese guidate da donne non solo si avvicinano sempre più a quelle maschili per struttura e opportunità, ma arrivano anche a registrare redditi medi superiori del 5% nel triennio 2021-23 rispetto a quelle gestite da uomini. Inoltre, si caratterizzano per una innovazione spesso meno visibile, ma profondamente incisiva: organizzativa, gestionale, relazionale, che attraversa tutta l’azienda e che contribuisce a rendere le imprese più solide e resilienti nel tempo.
È quanto emerge dalla ricerca “Innovare al femminile: i risultati di un’indagine nelle imprese vitivinicole”, promossa da Crea – Politiche e Bioeconomia e realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, presentata a Vinitaly 2026. L’analisi prende in esame i dati della Rete di Informazione contabile agricola (RICA) e i risultati di un’indagine qualitativa condotta in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
“Il divario di genere in agricoltura è ancora una realtà, ma questa ricerca dimostra che può essere ridotto – dice Andrea Rocchi, presidente del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia (CREA-VE) affiancato dal direttore Riccardo Velasco – Il settore vitivinicolo rappresenta oggi un contesto particolarmente dinamico, dove condizioni più equilibrate permettono alle imprese di esprimere appieno il proprio potenziale. È un segnale importante per tutto il sistema agricolo”.
Se si guarda all’agricoltura nel suo complesso, le differenze tra imprese femminili e maschili restano evidenti. Nel vino, però, qualcosa cambia. Le aziende vitivinicole guidate da donne mostrano caratteristiche sempre più simili a quelle maschili: dimensioni, organizzazione del lavoro e livello di meccanizzazione tendono ad allinearsi.
In questo contesto più equilibrato, anche i risultati economici cambiano. I dati mostrano che, nel triennio 2021-2023, le aziende vitivinicole guidate da donne registrano redditi medi leggermente superiori a quelle maschili. Un altro elemento distintivo riguarda il rapporto con gli aiuti pubblici e con il territorio. Nel settore vitivinicolo, gli aiuti incidono meno sul reddito rispetto ad altri comparti agricoli e non rappresentano un fattore discriminante tra uomini e donne. Le imprese mostrano una maggiore autonomia e una capacità più strutturata di costruire valore.
Allo stesso tempo, emerge con forza la dimensione territoriale: relazione con i clienti, apertura all’enoturismo, dialogo con le comunità locali diventano leve strategiche. Non elementi accessori, ma parte integrante del modello di impresa.
