Figc, Abodi: più che i nomi contano le cose da fare
Roma, 14 apr. (askanews) – Più che i nomi mi preoccupano le cose fatte e quelle da fare. Così il ministro dello Sport, Andrea Abodi a margine del convegno Luiss Sport Forum, a chi gli chiedeva degli sviluppi della nomina del nuovo presidente della Figc.
“Penso che questo dipenda dalle componenti e quindi non entro nel merito perché sarebbe anche inopportuno. Io sono affascinato dalle cose da fare. Mi preoccupo che non sono state fatte purtroppo proprio per la natura di questo contesto che non sempre crea armonia e non sono state fatte con il 98,7% a dimostrazione che non è la quantità di consenso che determina le cose, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Sono in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, ma ripeto, non è soltanto in termini di designazione delle persone, ma di definizione dei programmi e della loro compatibilità perché ognuno ha un buon programma, peccato che siamo in un sistema e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono”.
Secondo Abodi, “l’esperienza dolorosa dal punto di vista sportivo per tutti noi del confronto con la Bosnia, rischia di non avere neanche un senso perché il senso alla sconfitta è la soluzione dei problemi”.
Quanto alle ipotesi di commissariamento, avanzate anche da alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, il ministro ha osservato: “l’opinione pubblica si aspetta dal ministro che faccia tutto. Il ministro ha delle regole che deve rispettare e vuole rispettare anche in termini di autonomia. Il commissariamento che viene chiesto dalle componenti stesse è sicuramente una soluzione tecnica nella misura in cui io credo che il commissariamento o anche le elezioni sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi che sono quelli di una riforma che consenta di recuperare competitività. A me qualsiasi strumento va bene, basta che si confermi l’obiettivo e quindi chiariamoci tutti l’idea di quali siano gli obiettivi del calcio italiano”.
Infine, sulle critiche dell’ex presidente Figc, Gravina, che ha addossato alla politica molte delle responsabilità della crisi del calcio, Abodi ha risposto: “Ho imparato che la politica è sempre come dire un riferimento da questo punto di vista, quando qualcosa non va. Io credo che quando si vuole prendere una soluzione per il bene comune è bene sedersi attorno a un tavolo con tutte le componenti e trovare comunque le decisioni che non sono state prese in questi anni, nonostante l’ampio consenso Peraltro non mi sembra che si debba inventare nulla sul tavolo ci sono tutte le soluzioni possibili”.
