Le piattaforme online “non hanno più scuse” per verifica l’età degli utenti
AskaNews
di admin Administrator  
il 18/04/2026

Le piattaforme online “non hanno più scuse” per verifica l’età degli utenti

Roma, 18 apr. (askanews) – Le piattaforme digitali online ‘non hanno più scuse’: d’ora in poi potranno ‘facilmente fare affidamento sulla nostra app di verifica dell’età’ degli utenti, per controllare che i minorenni non vengano esposti a contenuti inappropriati, illegali e dannosi, così come si evita di vendere loro alcol o sigarette. Lo ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione alla stampa il 15 aprile a Bruxelles per presentare, appunto, questo nuovo strumento che viene messo a disposizione delle piattaforme e degli Stati membri.

La nuova app è basata sul modello di quella (chiamata in Italia ‘VerificaC19’) che consentiva di scansionare il QR code per accertare la validità del certificato di vaccinazione, durante la pandemia di Covid 19. Il Certificato Covid digitale dell’Ue, emesso in forma digitale o cartacea dalle autorità sanitarie nazionali, attestava l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o un test negativo, facilitando gli spostamenti dei cittadini all’interno dell’Unione Europea e in alcuni paesi terzi. Il modello dell’app per la verifica dei certificati Covid era stata poi adottata da 78 paesi in quattro continenti.

Con l’app Ue di verifica dell’età, che secondo la presidente della Commissione ora ‘è tecnicamente pronta, e sarà presto disponibile per essere usata dai cittadini’, dopo essere stata testata in diversi paesi a partire dal luglio scorso, ‘l’Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli’. Questo mentre ‘vediamo – ha continuato von der Leyen – che sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all’avanguardia. Stanno pianificando di integrare l’app nei loro portafogli digitali nazionali’ che custodiscono in formato elettronico i documenti d’identità e i certificati personali, come l’IT Wallet italiano. ‘Spero – ha aggiunto la presidente della Commissione – che altri Stati membri e il settore privato seguiranno l’esempio, in modo che presto ogni cittadino possa utilizzare questa app’, che ‘offre a genitori, insegnanti e tutori un potente strumento per proteggere i bambini. Perché non tollereremo in alcun modo le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli. Ed è per questo che stiamo procedendo a tutta velocità e con determinazione nell’applicazione delle nostre norme europee. Chiederemo conto alle piattaforme online che non proteggono a sufficienza i nostri bambini’, i cui diritti nell’Ue ‘vengono prima degli interessi commerciali’.

L’obbligo di verificare l’età degli utenti e di impedire l’accesso ai minori di determinati contenuti è già previsto dal regolamento europeo ‘Digital Service Act’ (Dsa), che si applica direttamente a tutte le piattaforme online di grandi dimensioni. Ma finora non è stato facile garantire l’attuazione di quest’obbligo, perché, a quanto hanno riferito fonti della Commissione, le piattaforme sostenevano di non avere a disposizione uno strumento affidabile o ben funzionante per verificare l’età, o di poterlo fare solo con app che non garantivano l’anonimato e la tutela della privacy degli utenti. Ora queste scuse non potranno più essere invocate. L’app c’è, funziona, è gratuita e può essere usata da chiunque. Questo è il messaggio che la Commissione ha voluto trasmettere.

Come funziona? L’app deve essere scaricata dall’utente dal suo App Store. Dopo aver accettato termini e condizioni e autorizzato il trattamento dei dati personali sul dispositivo (ma esclusivamente per ottenere l’attestazione di verifica dell’età), l’utente imposta un Pin di sei cifre per accedere all’app o utilizza l’accesso biometrico del suo smartphone. A questo punto, l’utente può scegliere in che modo dimostrare la propria età sull’app. Lo può fare utilizzando un sistema di identificazione elettronica (quello del portafoglio digitale nazionale), oppure scansionando un passaporto o una carta d’identità.

Nell’app di verifica dell’età verranno salvate solo le informazioni che confermano che l’utente ha superato una determinata età. Non verranno memorizzati né il nome, né la data di nascita, né altri dati personali dell’utente. Secondo la Commissione, insomma, la privacy è pienamente rispettata e i cittadini possono essere certi che non vi sarà alcuna tracciabilità o profilazione delle loro attività. Nei casi diversi dall’identificazione elettronica, il passaporto o la carta d’identità vengono scansionati direttamente dal dispositivo per la verifica dell’età, scattando una foto del documento con l’app, che confronta poi i dati biometrici con un video in diretta del volto dell’utente. Se i dati corrispondono, l’identificazione è completata e verrà creata la credenziale di verifica dell’età. La privacy è completamente garantita anche in questo processo, poiché viene memorizzata solo la prova dell’età. I dati del passaporto e la foto non vengono memorizzati.

Per accedere ai contenuti con restrizioni di età, gli utenti dovranno semplicemente condividere le proprie credenziali di età scansionando il codice QR visualizzato sul sito web. Se l’utente accede a un servizio online tramite smartphone, il processo è ancora più semplice, in quanto non è necessario scansionare alcun codice QR sullo stesso dispositivo già usato in precedenza (a meno che non siano stati cancellati i cookies). L’app invierà la prova dell’età al sito web, a cui l’accesso sarà consentito solo se l’utente è maggiorenne. Nessun’altra informazione personale sarà condivisa, ribadisce la Commissione. L’app è open source ed è disponibile a chiunque sul sito ageverification.dev. Fonti comunitarie hanno precisato che l’app di verifica dell’età non è obbligatoria in quanto tale, ma rappresenta una sorta di ‘gold standard’ che non richiede ulteriori valutazioni da parte della Commissione. Nel caso in cui, invece, una piattaforma decida di usare un altro dispositivo per la verifica dell’età, la Commissione si riserva di esaminare se effettivamente sono rispettate tutte le condizioni, in modo da avere un risultato analogo.

Il dibattito è ancora in corso nell’Ue per quanto riguarda la limitazione dell’età dagli utenti delle piattaforme online, e in particolare l’accesso ai social media (e non solo ai contenuti destinati ai maggiorenni), per evitare l’esposizione a dipendenze digitali, cyberbullismo, contenuti inappropriati, e garantire la salute mentale e la protezione dei dati. Dopo le iniziative in questo senso da parte di diversi Stati membri (Francia, Spagna, Danimarca, e se ne sta discutendo anche in Italia), la Commissione vuole evitare che vi sia una discrepanza tra le varie normative nazionali, che prevedono limiti dai 13 ai 16 anni a seconda dei paesi, e arrivare a una soglia unica di età minima. La Francia è stata la prima ad approvare a livello parlamentare, recentemente, una legge che vieta l’accesso ai social media per i minori di 15 anni. La legge è stata sottoposta ora alla Commissione, che deve dare il suo via libera (avendo la competenza esclusiva per le norme sulle grandi piattaforme, secondo il Dsa).

La Commissione conta di arrivare entro l’estate a una proposta armonizzata sulla soglia di età per tutti gli Stati membri, basata sulle raccomandazioni di un ‘panel speciale sulla sicurezza online dei bambini’, che von der Leyen ha convocato per la prima volta un mese fa e che si è riunito già una seconda volta il 16 aprile. Del gruppo fanno parte specialisti, psichiatri, medici e associazioni giovanili.

Infine, va segnalato quello che si spera rimanga solo un aneddoto senza conseguenze: il giorno dopo l’annuncio di von der Leyen, è stato pubblicato su X un video di un utente che affermava di avere hackerato facilmente, in due minuti, l’app per la verifica dell’età che era stata presentata come ‘tecnicamente pronta’. Rispondendo su questo punto, il portavoce per i Servizi digitali della Commissione, Thomas Regnier ha spiegato il 16 aprile: ‘Siamo a conoscenza di queste segnalazioni. Si riferiscono a una precedente versione di dimostrazione e non alla versione presentata’ il 15 aprile. ‘La versione di dimostrazione è stata presentata l’anno scorso, proprio a scopo di test e sviluppo dell’app. Avevamo identificato quel tipo di vulnerabilità in quella versione dimostrativa e l’abbiamo corretta nella versione finale presentata. Il nostro sistema di verifica dell’età per i cittadini Ue è ‘open source’, proprio per garantire la massima trasparenza e consentire alla comunità di sviluppatori di testarlo e segnalare potenziali problemi’, ha concluso il portavoce.

Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese

[Commissione presenta l’app gratuita che l’accerta tutelando la privacy|PN_20260418_00061|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260418_172141_3B88A0F1.jpg |18/04/2026 17:21:53|Le piattaforme online “non hanno più scuse” per verifica l’età degli utenti|Minori|Politica, Europa Building]

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