Consorzio Vini Abruzzo: è stato un Vinitaly frizzante e dinamico
Milano, 19 apr. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo archivia Vinitaly 2026 con un bilancio positivo. A Verona il sistema vino regionale si è presentato con 97 aziende e con oltre 300 etichette in degustazione al banco dell’Enoteca regionale, confermando una presenza ampia e strutturata.
Per il Consorzio, la partecipazione abruzzese ha tenuto sia negli spazi di Veronafiere sia negli appuntamenti organizzati in città, dove la Regione si è affacciata per la prima volta anche con un’iniziativa fuori salone. Il dato che emerge dal confronto con gli operatori è quello di una presenza regionale compatta, accompagnata da un buon riscontro da parte di addetti ai lavori e appassionati.
“È stato un Vinitaly frizzante e dinamico” ha sintetizzato il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, sottolineando che “in un panorama certamente complicato e anche quando i risultati non sono immediatamente quelli attesi, il nostro settore guarda avanti con fiducia: come dicono i vignaioli, la miglior vendemmia è sempre quella dell’anno successivo”.
Fra gli appuntamenti che hanno segnato la presenza abruzzese in fiera, il Consorzio indica il progetto “Abruzzo Virtual Tour”, pensato per accompagnare il pubblico tra territori, vigneti e Denominazioni della regione. Molto seguita anche la masterclass sul Pecorino d’Abruzzo guidata dalla Master of Wine Cristina Mercuri, dedicata a Luigi Cataldi Madonna, protagonista della viticoltura di montagna, scomparso lo scorso dicembre insieme con la figlia Giulia Cataldi Madonna.
Sul piano commerciale, Nicodemi ha osservato una minore presenza di importatori statunitensi, compensata però da operatori ritenuti mediamente più qualificati. Un aspetto che il Consorzio legge come utile soprattutto in chiave business, in una manifestazione dove la quantità dei contatti conta meno della loro qualità. Il lavoro sui mercati esteri resta infatti centrale. Il Consorzio guarda con attenzione a Cina, Giappone e ai Paesi dell’Est Asiatico, aree in cui registra un interesse crescente verso i vini italiani e verso produzioni identitarie come quelle abruzzesi. Accanto all’Asia, entra nel radar promozionale anche l’area del Mercosur, considerata uno spazio su cui investire di più nei prossimi mesi. Il Sud America resta ancora marginale nei numeri, ma viene indicato come un mercato con margini di crescita, anche alla luce dei segnali che arrivano dal Brasile, richiamato dal Consorzio come l’unico grande Paese extra-Ue in aumento per valore delle importazioni di vino italiano.
Da Verona esce anche un quadro più ampio delle questioni aperte per il settore: consumi che cambiano, sostenibilità, necessità di trovare linguaggi più efficaci per raccontare il vino e una concorrenza internazionale sempre più serrata. In questo contesto, il Consorzio rivendica per l’Abruzzo la capacità di tenere insieme identità produttiva e apertura ai mercati.
