Le proposte che la Commissione farà contro il caro energia
Roma, 19 apr. (askanews) – La Commissione europea presenterà mercoledì 22 aprile un’attesa comunicazione dal titolo ‘Accelerate EU – Unione dell’Energia. Energia a buon mercato e sicura attraverso un’azione accelerata’, con cui proporrà una lunga serie di raccomandazioni per gli Stati membri e annuncerà diverse misure per far fronte alla crisi dei prezzi energetici causata dall’attacco americano e israeliano all’Iran.
Abbiamo preso visione della bozza della comunicazione, che può ancora cambiare ed essere completata, ma che contiene comunque una approfondita analisi della situazione e dà un quadro delle delle raccomandazioni e delle misure che saranno annunciate.
‘I pericoli della volatilità geopolitica, unita alla dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili, sono stati dimostrati per la seconda volta in meno di cinque anni’, ricorda la Commissione nella bozza. E sottolinea: ‘Questa vulnerabilità ha un costo. Nel 2025, l’Ue ha importato prodotti energetici per un valore di 336,7 miliardi di euro’. Nei primi 44 giorni dall’inizio del conflitto, ‘abbiamo speso ulteriori 22 miliardi di euro per le importazioni di energia. Mentre la situazione in Medio Oriente rimane instabile e la sua durata incerta, una cosa è certa: i suoi effetti si faranno sentire almeno per diversi mesi e non solo nel sistema energetico’.
‘Sebbene l’aumento dei prezzi sia la conseguenza immediata del conflitto, non vi è alcuna minaccia immediata alla sicurezza dell’approvvigionamento, anche se – precisa la bozza con riferimento soprattutto al diesel e al carburante per aerei – la situazione è tesa per alcuni combustibili. Tuttavia, anche se stiamo riducendo la quota di combustibili fossili nella produzione di elettricità, il gas e il petrolio continuano a dominare nei settori del riscaldamento, dell’industria e dei trasporti. Ciò espone le famiglie e le imprese europee, in particolare le Pmi e le industrie ad alta intensità energetica, ai picchi dei prezzi globali. Questa situazione richiede misure immediate e mirate per proteggere i consumatori, in particolare i più vulnerabili, da questo ulteriore onere finanziario’.
‘Negli ultimi anni – ricorda la Commissione -, l’Ue ha accelerato notevolmente i suoi sforzi per sviluppare la produzione di energia pulita, abbondante, prodotta localmente, accessibile e sicura ai nostri cittadini e alle nostre imprese. Alcuni Stati membri (come la Spagna, ndr) stanno già raccogliendo i frutti del successo ottenuto nella transizione energetica, dimostrando che questo obiettivo è raggiungibile, a volte in pochi anni. Gli Stati membri con un’elevata quota di energie rinnovabili e nucleare generalmente hanno prezzi dell’elettricità inferiori alla media Ue. Tuttavia, questa crisi evidenzia ancora una volta le persistenti carenze strutturali del nostro sistema energetico’
La situazione attuale ‘è un forte richiamo al fatto che le scelte che facciamo oggi determineranno se affronteremo la prossima crisi con fragilità o con forza. La transizione verso un sistema energetico pulito, abbondante, prodotto localmente, sicuro e accessibile non è mai stata solo una necessità ambientale, ma anche un imperativo economico, di competitività e di sicurezza’, sottolinea ancora la Commissione, puntualizzando che ‘le misure di sostegno a breve termine non devono discostarsi dal percorso a lungo termine verso un sistema energetico dell’Ue decarbonizzato e resiliente, ma devono al contrario rafforzarlo, attraverso l’elettrificazione, la produzione di energia pulita, il riscaldamento e il raffreddamento decarbonizzati e un uso efficiente dell’energia’.
‘Per mitigare l’impatto delle tensioni sui mercati globali, l’Ue può anche sfruttare il suo peso significativo come acquirente e il potenziale del suo mercato unico, fonte di forza e solidarietà soprattutto in tempi di crisi’, indica ancora la bozza, aggiungendo che ‘il raggiungimento di questi obiettivi richiederà un forte impegno, un coordinamento intensificato e maggiori investimenti, ma i benefici di questa transizione superano chiaramente i costi. L’Europa non può permettersi di rimanere esposta a shock energetici sempre più frequenti. È una condizione preliminare per assumere il pieno controllo del proprio futuro. Ogni investimento ritardato nella transizione energetica rischia di comportare costi maggiori per la società in una fase successiva’.
‘Come primo passo di una risposta dinamica, che si evolverà con il progredire della situazione’, la Commissione propone quindi il suo piano, che ‘si articola in cinque aree di intervento chiave, volte sia a sostenere gli Stati membri nel fornire e convogliare aiuti a breve termine ai consumatori, in particolare a quelli più direttamente colpiti, sia a facilitare il percorso già tracciato verso un sistema energetico più resiliente a medio e lungo termine’.
Le cinque aree di intervento sono:
1) ‘aumentare il coordinamento tra gli Stati membri, sia all’interno del mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili; 2) ‘sostenere gli Stati membri nella protezione dei consumatori, compresa l’industria, dai picchi di prezzo; 3) ‘ridurre e sostituire il consumo di petrolio e gas; 4) ‘potenziare il nostro sistema energetico promuovendo l’elettrificazione e i gas puliti di produzione nazionale; 5) ‘incentivare gli investimenti mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione’.
Le raccomandazioni agli Stati membri sulle misure nazionali che possono essere prese includono innanzitutto degli ‘esempi di buone pratiche’ già adottate da alcuni paesi: in Francia, i sussidi per le pompe di calore e per gli impianti geotermici e solari, la messa al bando delle caldaie a gas per i nuovi edifici dal 2027, meccanismi di noleggio a lungo termine o agevolati per facilitare l’accesso ai veicoli elettrici alle famiglie a basso e medio reddito (‘social leasing schemes’); in Belgio, la riduzione al 6% dell’Iva per le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici e il riscaldamento con energia solare, più, nelle sole Fiandre, i sussidi al 50% e i prestiti a interesse zero fino a 50.000 euro per il rinnovo e l’isolamento degli edifici; in Italia, la campagna di sensibilizzazione pubblica per la riduzione di un grado della temperatura del riscaldamento e l’aumento di un grado per gli impianti di raffreddamento; in Spagna, la riduzione del 30% almeno dei prezzi del trasporto pubblico, fino al 100% in alcune regioni.
Tra le altre raccomandazioni, la Commissione propone di bloccare temporaneamente la disconnessione delle famiglie che non riescono a pagare le bollette energetiche; la possibilità di ottenere valutazioni e consigli gratuiti sull’efficienza energetica degli edifici; il telelavoro obbligatorio, quando possibile, per i dipendenti delle imprese, almeno un giorno alla settimana e chiusure temporanee, sempre quando possibile, degli edifici pubblici; la riduzione dei prezzi del trasporto pubblico, almeno in certi periodi, e la gratuità per determinate categorie di persone ‘vulnerabili’, e dei sussidi per diminuire i prezzi dei biglietti ferroviari; la creazione di nuove zone urbane ‘car-free’ o con accesso delle auto a giorni alterni, e l’organizzazione di giornate senza auto.
Inoltre, si raccomanda l’introduzione o la continuazione di un sostegno pubblico per l’acquisto di auto elettriche o di veicoli energeticamente più efficienti, l’esenzione dei pedaggi per i veicoli elettrici pesanti, un’accelerazione della diffusione delle infrastrutture pubbliche di ricarica e di quelle private, attraverso incentivi fiscali e sussidi, un aumento dei veicoli elettrici nel trasporto pubblico, e l’aumento delle piste ciclabili. Un’altra misura che viene prospettata è la limitazione dei viaggi aerei, quando possibile, per il personale delle aziende e per gli impiegati pubblici. E si raccomanda anche al settore marittimo di ridurre significativamente la velocità di navigazione delle navi cargo, per diminuire il consumo di carburante.
Infine, la Commissione annuncia una proposta legislativa per emendare le regole del mercato elettrico, per ridurre gli oneri fiscali che molti Stati membri applicano all’energia elettrica, in modo che sia inferiore alla tassazione delle fonti fossili, più altre proposte per sostenere l’industria ad alta intensità energetica.
Di Lorenzo Consoli e Alberto Ferrarese

