Ponte di Introd: lanciata una petizione online contro le barriere anti-suicidio
Le barriere anti-suicidio sul ponte di Introd
comuni, Sanità
di Fausto Vassoney  
il 03/05/2026

Ponte di Introd: lanciata una petizione online contro le barriere anti-suicidio

Un comitato di cittadini chiede di rimuovere le installazioni comparse da poco sul ponte, per privilegiare investimenti di prevenzione in campo socio-sanitario

Ponte di Introd: lanciata una petizione online contro le barriere anti-suicidio.

Un comitato di cittadini chiede di rimuovere le installazioni comparse da poco sul ponte, per privilegiare investimenti di prevenzione in campo socio-sanitario.

La petizione promossa da un gruppo di cittadini

Fa discutere il restyling che nei giorni scorsi ha interessato il ponte di Introd, dove tramite interventi che avevano comportato limitazioni alla circolazione sono state installate alcune reti per garantire la sicurezza e prevenire episodi di suicidio che in diverse occasioni hanno visto quella zona triste protagonista.

Nelle scorse ore, in reazione a questa modifica, è nata su iniziativa di alcuni cittadini di Introd una petizione, per chiedere la rimozione delle barriere e promuovere una via alternativa per la prevenzione tramite investimenti strutturali in campo socio-sanitario.

«Il ponte non è solo un’infrastruttura: è un simbolo identitario, un elemento storico paesaggistico che appartiene alla comunità di Introd e a quella valdostana – si legge nella petizione -. L’installazione delle nuove barriere a prevenzione dei gesti anti-conservativi ha prodotto un impatto visivo e paesaggistico senza precedenti: una struttura massiccia, sgraziata e sproporzionata che altera in modo radicale la percezione del ponte e del suo contesto naturale. Una scelta tecnica che appare inadeguata e non rispettosa né del luogo né della memoria che esso custodisce».

Richiesta di rimozione e analisi delle alternative

Ecco perché i firmatari, che in poche ore hanno già superato le 200 persone, ritengono che la scelta di installare l’imponente struttura non sia la decisione giusta: «Non vogliamo ignorare la gravità del fenomeno che ha colpito questo luogo dal 1993 in poi. Non c’è superficialità né indifferenza verso il dolore delle famiglie. Ma crediamo che la risposta non possa essere la cancellazione della bellezza, con la costruzione di una gabbia che deturpa un bene storico e paesaggistico».

Nello specifico, i promotori chiedono agli assessorati regionali alla Sanità, Salute e Politiche Sociali, ai Beni e alle Attività Culturali e alle Opere Pubbliche, Territorio e Ambiente due azioni concrete.

«Chiediamo quindi la rimozione delle attuali barriere con adeguata valutazione di soluzioni alternative meno impattanti, più moderne, dignitose e coerenti con il contesto storico naturale – si legge -. E un investimento concreto e strutturale in prevenzione socio-sanitaria, potenziando i servizi territoriali, le reti di ascolto, gli interventi di prossimità e tutte le misure capaci di proteggere le fragilità umane prima che il dolore diventi disperazione. La sicurezza non può essere affidata solo al ferro: richiede cura, presenza, risorse e politiche pubbliche lungimiranti».

La petizione è consultabile sulla piattaforma online Change.org.

 

(re.aostanews.it)

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