Gaza, la proposta di Mladenov ad Hamas riscrive il piano di pace Trump
AskaNews
di Administrator admin  
il 06/05/2026

Gaza, la proposta di Mladenov ad Hamas riscrive il piano di pace Trump

Roma, 6 mag. (askanews) – “Un ultimatum” che “riscrive completamente il piano” di pace del presidente Donald Trump per la Striscia di Gaza: così è stata definita la proposta presentata dal direttore del Board of Peace, Nickolay Mladenov, ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi nelle scorse settimane. Stando a quanto appreso dalla testata israelo-palestinese +972, la proposta prevede che “tutte le fazioni palestinesi a Gaza devono accettare il disarmo completo di armi pesanti e leggere, pena la ripresa dell’offensiva israeliana”, senza avere garanzie né tempistiche sul ritiro israeliano dall’enclave palestinese.

Come ricorda la testata, l’accordo entrato in vigore lo scorso ottobre prevedeva il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani da parte di Hamas in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi, del ritiro delle forze israeliane fino alla Linea Gialla e della cessazione immediata di tutte le operazioni militari. Successivamente, Israele avrebbe dovuto facilitare l’ingresso a Gaza di una Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) e del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, garantire un minimo di 600 camion di aiuti al giorno e fornire 200.000 tende e 60.000 alloggi temporanei. Dopodichè sarebbero dovuti iniziare i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco, che prevedeva un graduale ritiro israeliani e disarmo di Hamas.

“Hamas conosce Mladenov da oltre un decennio, dal suo precedente ruolo di Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2015 e il 2020, e lo aveva incontrato regolarmente durante le sue visite a Gaza per allentare le tensioni con Israele”, ricorda la testata, secondo cui “questa volta i leader di Hamas sono rimasti scioccati dal suo comportamento”. Le fonti sentite da +972 hanno raccontato che “Mladenov ha avanzato la proposta verbalmente, non per iscritto, e ha chiesto una risposta immediata”. Quando è stato chiesto più tempo per consultazioni interne, il rappresentante del Board of Peace ha concesso una settimana.

“La tempistica prevista dalla proposta subordina la sospensione degli attacchi israeliani su Gaza all’accettazione da parte di Hamas e delle altre fazioni palestinesi del principio del disarmo completo. Allo stesso modo, Mladenov ha posto l’accettazione del disarmo completo come prerequisito per l’ingresso a Gaza sia della Forza internazionale di stabilizzazione sia del Comitato Nazionale per l’amministrazione di Gaza, così come di eventuali alloggi temporanei”, ha precisato la testata, che ha visionato una copia della proposta “annonatata dai mediatori”.

“Il piano prevede inoltre il disarmo completo di armi pesanti e leggere e lo smantellamento totale di tunnel e altre infrastrutture militanti nel 58% di Gaza attualmente controllato dall’esercito israeliano, entro 60 giorni. Chiede che Hamas e le altre fazioni forniscano tutte le informazioni su dove si trovino le loro infrastrutture in quelle aree, il tutto senza alcun ritiro israeliano o dispiegamento della Forza internazionale di stabilizzazione. Nel corso di questi 60 giorni, le fazioni palestinesi sono inoltre tenute a interrompere tutte le attività militanti, comprese le parate – ha aggiunto la testata – dal 30esimo al 90esimo giorno, anche ‘Gaza Ovest’, ossia la zona attualmente controllata da Hamas, verrebbe ‘bonificata’ da tutte le armi ‘pesanti’. Le fazioni palestinesi dovrebbero consegnare tutti i loro razzi, fucili e ordigni esplosivi e consentire la completa distruzione di tutti i tunnel e le infrastrutture militanti, anche in questo caso senza alcun ritiro israeliano”.

Nel corso dei negoziati che avevano portato al cessate il fuoco, i mediatori americani e arabi avevano distinto tra “armi offensive”, che rappresentano una minaccia per Israele, come razzi o tunnel che attraversano il confine con Israele, e “armi difensive”. La proposta di Mladenov ha invece introdotto i termini “armi pesanti” e “armi personali”: tutte le armi “pesanti”, tra cui AK-47 e Kalashnikov, dovrebbero essere consegnate entro il novantesimo giorno. Dal 91esimo al 250esimo, verrebbero registrate e raccolte tutte le “armi personali” e solo una volta accertata l’assenza di qualsiasi arma, Israele inizierebbe un ritiro limitato e “graduale”, in un arco di tempo non precisato, fino a una cosiddetta “Linea Rossa”, per cui manterrebbe il controllo di circa il 38% di Gaza.

La rimozione delle macerie e la ricostruzione, secondo la proposta di Mladenov, inizierebbero solo a partire dal giorno 251. Da quel giorno, Israele inizierebbe a ritirarsi verso un “perimetro di sicurezza” che gli consentirebbe di controllare il 20% di Gaza, inclusa gran parte dei terreni agricoli dell’enclave. Israele rimarrebbe a Gaza a tempo indeterminato fino a quando “non sarà adeguatamente al sicuro da qualsiasi possibile recrudescenza della minaccia terroristica”.

Due leader di Hamas, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno detto di considerare questa proposta “catastrofica” e un trucco del premier israeliano Benjamin Netanyahu per riprendere la guerra o mantenere Gaza in una situazione di stallo. Il gruppo palestinese ha presentato la sua risposta a Mladenov a metà aprile, ribadendo che prima di procedere verso il disarmo, Israele deve rispettare tutti gli impegni previsti dalla prima fase del cessate il fuoco.

[La testata +972 ha ottenuto copia del piano, definito un “ultimatum”|PN_20260506_00053|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260506_134904_D660EC10.jpg |06/05/2026 13:49:14|Gaza, la proposta di Mladenov ad Hamas riscrive il piano di pace Trump|M.O.|Estero]

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