Ponte di Introd, i promotori della petizione: «Insoddisfatti delle risposte ricevute»
comuni
di Fausto Vassoney  
il 29/05/2026

Ponte di Introd, i promotori della petizione: «Insoddisfatti delle risposte ricevute»

Consegnata in Regione la raccolta firme per la rimozione delle barriere, ma per il comitato le risposte delle istituzioni non sono sufficienti

Ponte di Introd, i promotori della petizione: «Insoddisfatti delle risposte ricevute».

Consegnata in Regione la raccolta firme per la rimozione delle barriere, ma per il comitato le risposte delle istituzioni non sono sufficienti.

1240 firme raccolte

Martedì 26 maggio alcuni promotori della petizione “Salviamo il Ponte di Introd” hanno incontrato parte della Giunta regionale e alcuni sindaci dei Comuni della zona.

L’incontro ha permesso di consegnare la raccolta firme, sottoscritta da 1240 persone, che chiede la rimozione delle barriere anti suicidio installate da qualche settimana, indicando la ricerca di soluzioni alternative e la via degli investimenti nella prevenzione come possibilità preferibile.

All’incontro erano presenti il presidente della Regione Renzo Testolin, gli assessori Davide Sapinet (Opere pubbliche), Carlo Marzi (Sanità) ed Erik Lavevaz (Istruzione) e i sindaci Vittorio Stefano Anglesio (Introd), Firmino Thérisod (Rhêmes-Notre-Dame), Nella Thérisod (Rhêmes-Saint-Georges) e Roger Georgy (Valsavarenche).

«Spiegazioni non convincenti»

L’esito della riunione, tuttavia, non ha incontrato il favore dei promotori della raccolta firme.

«Ci aspettavamo risposte puntuali che non sono arrivate – fanno sapere attraverso un comunicato -. Anche sulla presunta provvisorietà dell’opera, le spiegazioni non sono state convincenti».

Nel mirino del gruppo di firmatari, la definizione di intervento urgente, addotta dalla Regione per giustificare l’installazione delle barriere: «Nel 2024 i suicidi in Valle d’Aosta sono stati 13, contro una media di 20 negli anni precedenti. Non significa abbassare la guardia. Riconosciamo il valore del lavoro del tavolo interistituzionale attivo dal 2022, ma l’urgenza con cui l’intervento è stato progettato e realizzato non trova riscontro in elementi oggettivi», si legge.

Ecco perché, i promotori ribadiscono la loro posizione: «Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un rimpallo di responsabilità. A noi interessa poco: continueremo a chiedere la rimozione delle barriere e soluzioni rispettose del ponte, della sua storia e delle comunità che lo vivono ogni giorno».

Il tema della viabilità

Tra i temi portati all’attenzione dal comunicato, anche quello della viabilità, che risulterebbe penalizzata dalle difficoltà connesse alle barriere.

Una tesi sostenuta, secondo i promotori, da almeno tre episodi: «21 aprile: un autoarticolato proveniente da Villeneuve/Aosta ha urtato la parte superiore delle barriere durante una manovra; 15 maggio: un secondo camion ha colpito le barriere, bloccando la circolazione per diversi minuti; 23 maggio: un mezzo pesante ha rinunciato a imboccare il ponte, probabilmente intimorito dall’ingresso ristretto, ed è stato costretto a una retromarcia di circa 600 metri, paralizzando il traffico per almeno venti minuti».

Poi concludono: «Ci chiediamo cosa accadrà in estate, quando il traffico aumenterà con la stagione turistica, fondamentale per l’economia delle nostre valli».

 

(re.aostanews.it)

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