Bionaz: al via i lavori di Alpe Zenta il lusso selvaggio del ritorno all’essenziale
Prende forma il nuovo progetto di Daniele Pieiller nella piccola baita senza acqua corrente e energia elettrica dove trascorrere una vacanza dal 2027
Bionaz: al via i lavori di Alpe Zenta il lusso selvaggio del ritorno all’essenziale.
Prende forma il nuovo progetto di Daniele Pieiller nella piccola baita senza acqua corrente e energia elettrica.
Dall’idea alla sostanza, dal sogno alla realtà. Il capitolo segreto del libro di Daniele Pieiller, Camminando le Terre Alte, ha iniziato a prendere vita sabato 30 maggio con l’avvio dei lavori di Alpe Zenta, il nuovo progetto targato Rebelle.
Dall’esperienza di Alpe Rebelle, una scommessa vinta che Daniele e la moglie Ilenia, dopo oltre dieci anni al Rifugio Crête Sèche, hanno aperto a Bionaz dodici anni fa («quando tutti vedevano solo le debolezze di aprire un’attività a Bionaz, una zona isolata e con pochi servizi» ricorda Pieiller ) – nasce oggi la decisione di «forzare ancora un po’ di più la mano» nella proposta di una vera immersione nella natura.
Il progetto
Alpe Zenta, al Pessey Desot, è una casetta, per il momento poco più di un rudere, immersa nel bosco, a dieci minuti a piedi dalla strada e a circa un chilometro in linea d’aria da Alpe Rebelle, dove sarà possibile trascorrere una vacanza all’insegna della vera vita di montagna di un tempo.
Un unico ambiente con sei posti letto. Niente acqua corrente, niente elettricità: al posto del frigorifero un ruscello attraversa il fondo in terra battuta della cantinetta e il bagno sarà rigorosamente en plein air.
Alpe Zenta, che in patois significa “bella”, ma il cui nome richiama anche la filosofia orientale (Zen e Tao), offrirà un’esperienza intensa e realmente immersiva nella natura non addomesticata. Gli ospiti dovranno occuparsi dell’orticello, a beneficio proprio ma anche di chi arriverà dopo, fare legna per alimentare la stufa, lavarsi il viso nell’acqua fresca della fontana e usare lampade ad acetilene o a olio («sto cercando quelle più sicure»), se non vorranno andare a dormire come le galline, al tramonto.
Alpe Zenta aprirà nel 2027
L’esperienza
«Un’esperienza che ti obbliga a ripercorrere la vita degli avi e a riprendere un vero contatto con la natura – racconta Pieiller –. All’arrivo degli ospiti ci sarà un momento di accoglienza per spiegare come funziona la vita ad Alpe Zenta, poi proporremo varie esperienze, come tagliare la legna o provare a mungere le mucche. Ho già alcuni belgi che ogni anno vengono per la raccolta delle gemme di larice destinate alla preparazione del liquore e per lavorare con me».
Un’esperienza troppo estrema? Forse. Eppure, nonostante Alpe Zenta debba ancora nascere, «ho già venduto nove settimane a 1.400 euro l’una».
Ad acquistarle sono state persone che hanno scoperto il progetto proprio grazie al capitolo segreto del libro di Pieiller e hanno scelto di sostenerlo come soci fondatori, acquistando quote riscattabili con settimane di soggiorno.
«Dietro la baita, su un larice bruciato, casa dei folletti, poseremo la tavola dei fondatori per ringraziarli».
Alpe Zenta si inserisce in un progetto più ampio che punta a rafforzare il marchio Rebelle, promuovendo un turismo più consapevole e in connessione non solo con la natura,ma anche con la comunità locale, attraverso la ristrutturazione di seconde case da affidare a persone disposte a sottoscrivere un patto di comunità.
Perchè «C’è chi sale in montagna per respirare e finisce per restare».
(erika david)
