Citazioni e immaginario collettivo: al MART “Di quadro in quadro”
AskaNews
di admin Administrator  
il 15/06/2026

Citazioni e immaginario collettivo: al MART “Di quadro in quadro”

Rovereto, 15 giu. (askanews) – Rimandi, richiami, allusioni, immaginari collettivi e storici che si intrecciano, con lo sguardo degli artisti, ma anche dello spettatore, a fare da scintilla di attivazione del dispositivo culturale e concettuale. Il MART di Rovereto ha presentato una nuova mostra incentrata sul tema della citazione. “Di quadro in quadro – L’arte della citazione – ci ha spiegato la curatrice Daniela Ferrari – è un percorso che fanno tutti gli studiosi di storia dell’arte ed è un percorso che fanno tutti coloro che visitano i musei. Questa è veramente una mostra dedicata al pubblico e mette in luce un dispositivo molto importante nella realizzazione di un’opera che è il dispositivo della citazione”.

Articolata in otto sezioni, la mostra presenta 150 opere di quasi 80 artisti: da Casorati a de Chirico, da Giulio Paolini a Giosetta Fioroni, da Piero Manzoni fino a Giorgio Morandi, Francesco Vezzoli e, ovviamente, Andy Warhol. “Di quadro in quadro – ha aggiunto la direttrice del MART, Micol Forti – è una mostra molto divertente che soprattutto ci ricorda l’incipit di un grandissimo libro di Ernest Gombrich, La storia dell’arte, che comincia con questa frase: l’arte non esiste, esistono gli artisti. Ecco questa è una mostra dedicata agli artisti, al loro rapporto, ai loro legami di amicizia e alle costanti contaminazioni che sono sempre presenti all’interno delle loro opere. Il vero tema di questa mostra non è una memoria collettiva o sotterranea, ma è quando gli artisti decidono di guardarsi”.

L’idea dell’esposizione è invitare a riflettere sui meccanismi della percezione e della familiarità visiva, attirando i visitatori in un gioco di specchi che richiede attenzione, coinvolgimento e complicità. “Quello che succede – ha aggiunto Daniela Ferrari – è una forma di riconoscimento, perché abbiamo un bagaglio di immagini, davvero quello che è definito l’immaginario collettivo, che fa parte di noi, fa parte del nostro DNA e lo ritroviamo spesso anche in opere nuove”.

In questo labirinto di sguardi che somiglia molto al modo in cui funziona la mostra mente, le opere sembrano muoversi e scambiarsi informazioni segrete, rendendo lo spazio museale del MART ancora più vivo. La mostra è aperta al pubblico a Rovereto fino al 1 novembre.

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