I punti dell’accordo Iran-Usa, versioni diverse tra Teheran e Trump
Roma, 15 giu. (askanews) – L’agenzia iraniana Mehr ha diffuso nella notte i 14 punti del memorandum d’intesa tra Stati uniti e Iran, ma il presidente Usa Donald Trump ha fornito una versione molto diversa dalla versione iraniana dei contenuti dell’accordo.
In base a quanto riportato da Mehr, l’intesa prevederebbe un cessate il fuoco immediato e permanente su tutti i fronti, incluso il Libano, e una serie di impegni statunitensi sulla fine del blocco navale, sulle sanzioni e sulla presenza militare nella regione. Washington si impegnerebbe a non interferire negli affari interni iraniani e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica.
Tra i punti diffusi dall’agenzia iraniana figurano la rimozione completa del blocco navale entro 30 giorni, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree intorno all’Iran, la riapertura dello stretto di Hormuz entro 30 giorni secondo modalità definite da Teheran e la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani.
Il memorandum, nella versione di Mehr, prevederebbe anche che Stati uniti e alleati presentino un piano di ricostruzione dell’Iran per un valore di almeno 300 miliardi di dollari. Il documento ribadirebbe inoltre l’impegno iraniano, nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare, a non sviluppare armi atomiche.I negoziati per l’accordo finale dovrebbero durare 60 giorni e riguardare la questione nucleare, la revoca completa delle sanzioni primarie e secondarie degli Stati uniti e la cancellazione delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e del Consiglio dei governatori dell’Aiea. Il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran ad altre forze della regione (i cosiddeti “proxy”) sarebbero invece esclusi dal negoziato finale.
Mehr scrive inoltre che, prima dell’avvio dei negoziati conclusivi, dovrà essere sbloccata la metà dei 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. I colloqui finali non inizierebbero finché non saranno stati liberati i fondi, concesse le esenzioni sulle sanzioni petrolifere e revocato il blocco navale.
La versione di Trump è però diversa. Sabato il presidente Usa aveva scritto che, subito dopo la firma, lo stretto di Hormuz sarebbe stato “aperto a tutti”. Domenica, dopo l’annuncio dell’intesa, ha detto di autorizzare “l’apertura senza pedaggi dello stretto di Hormuz” e la “rimozione immediata del blocco navale degli Stati uniti”.
In un post successivo, secondo Axios, Trump ha precisato che l’apertura dello stretto avverrà “alla firma dell’accordo venerdì, ai fini della rimozione delle mine”, aggiungendo che il petrolio tornerà a scorrere “per la regione e per il mondo”.
Sul nucleare, Trump ha presentato l’intesa come l’opposto dell’accordo del 2015, sostenendo che costituisce “un muro contro l’arma nucleare”. Ha scritto che gli iraniani “non vogliono più un’arma nucleare” e che “non ne avranno una, né tramite acquisto, né sviluppo, né altra forma di acquisizione”. Cbs riporta inoltre che, secondo Trump, gli Stati uniti recupereranno e distruggeranno materiale nucleare quando la situazione si sarà calmata.
Trump ha anche negato che sia previsto un rilascio immediato di denaro. Sabato ha scritto che “non passerà denaro di mano”. La linea dell’amministrazione Usa, riportata da Cbs, è che l’accordo sia legato all’adempimento degli impegni iraniani e che “nessun fondo” venga rilasciato all’Iran finché Teheran non rispetterà le condizioni.

