Il post di Meloni (dopo la bufera per il caso Roggero): mi aggredisci e mi difendo. Risarcirti? Non è giusto
Roma, 17 lug. (askanews) – “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post su X.
L’argomento è il ddl sicurezza; il timing è il giorno dopo la bufera sul caso Roggero – il gioielliere di Grinzane che uccise due rapinatori, condannato ieri in via definitiva – e il giorno dopo la chiamata al Colle del ministro della Giustizia Carlo Nordio per ricordare al Guardasigilli il perimetro costituzionale della concessione della grazia.
La Cassazione ha confermato ieri la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, accogliendo, dunque, la richiesta della Procura generale. Il 28 aprile 2021, il gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, era nella sua gioielleria, quando tre banditi armati l’assaltarono. Usciti dal negozio, l’uomo li inseguì all’esterno e mentre fuggivano, sparò alle loro spalle diversi colpi con una pistola, legalmente detenuta. Due rapinatori morirono, il terzo rimase ferito. I giudici della Cassazione hanno confermato la sentenza della Corte d’Appello, che aveva escluso la legittima difesa.
Subito dopo la condanna è partita la mobilitazione politica per la concessione della grazia, a partire dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, dal ministro della difesa Guido Crosetto, ma anche dal Governatore del Piemonte Cirio. E mentre i capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare avviavano la raccolta firme di tutti i parlamentari, il ministro della Giustizia Carlo Nordio “ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero”.
L’iniziativa del Quirinale in serata prova a ridefinire i confini istituzionali e costituzionali del caso: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve al Quirinale Nordio “per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006”, come comunicato dall’ufficio stampa del Quirinale.
Oggi il post della premier, sebbene non esplicitamente correlato al caso, è destinato a riaprire la questione. Intanto, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango – rispondendo a Crosetto – ricorda il punto di diritto: “Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene”.

