Fondazione Oncologica Valdostana: rinnovato il cda, lo scopo è fare rete per crescere ancora
Rinnovate le cariche nell'associazione, che ripartirà con l'assegnazione di borse di studio e progetti di ricerca, collaborando con l'Ospedale Parini e istituti internazionali
Un forte impulso alla ricerca scientifica d’eccellenza, il rinnovo delle cariche associative e una visione strategica incentrata sulla sinergia tra istituzioni territoriali, ospedale e centri di ricerca internazionali. Sono questi i temi al centro della conferenza stampa della Fondazione Oncologica Valdostana, durante la quale sono state presentate le nuove linee di attività, i progetti finanziati e il rinnovato Consiglio di Amministrazione.
Fondazione Oncologica Valdostana, Marzi: «Fare rete per mantenere forte la sanità valdostana»
Ad aprire la conferenza stampa è stato l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, che ha dato il benvenuto al nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Oncologica Valdostana, nominato con delibera della Giunta lo scorso 12 giugno.
Il nuovo cda vede la riconferma dei consiglieri uscenti André Lanièce e Nora Maria Martinet, affiancati dalla “new entry” Paola Lucia Marinaro.
Nel suo discorso, Marzi ha sottolineato il valore del lavoro di squadra e l’apertura all’esterno. «Ricostituire il CdA ha richiesto impegno – ha spiegato l’assessore -, ma il solo fatto che vi sia stata la spinta a mettere a disposizione le proprie competenze pro bono è un segnale estremamente positivo. La vera capacità di una sanità regionale forte sta nella sua attitudine a non chiudersi, ma ad aprirsi e ‘fare rete’. Se la politica è in grado di esercitare una reale capacità di ascolto e di collaborazione, si riescono a creare comitati scientifici di alto profilo e a costruire relazioni che portano valore e reputazione al territorio».
A fare eco all’assessore è stata Nora Maria Martinet, che ha confermato la volontà del nuovo direttivo di proseguire lungo la strada già tracciata, mantenendo come priorità l’assegnazione di borse di studio, i bandi di ricerca scientifica e le partnership strategiche con atenei e centri d’eccellenza (tra cui l’Università del Piemonte Orientale, l’Università di Torino e gli istituti di Genova).
Ospedale Parini: il ruolo chiave dei borsisti e delle competenze cliniche
Il valore concreto del sostegno della Fondazione Oncologica Valdostana è stato illustrato dal dottor Lucio Buffoni, direttore della struttura complessa di oncologia ed ematologia dell’ospedale regionale Umberto Parini di Aosta e tutor dei giovani ricercatori.
«È stata la prima volta nella mia carriera – ha spiegato Buffoni – in cui mi è stato chiesto direttamente di cosa avessi bisogno per lavorare al meglio. Le borse di studio non sono un semplice contributo economico, ma il mezzo concreto con cui la Fondazione ci ha permesso di attrarre e recuperare persone e competenze ad altissima specializzazione. Da novembre queste figure lavorano stabilmente in ospedale, consentendoci sia di proseguire la ricerca avviata, sia di recepire e attivare nuovi trial internazionali».
Buffoni ha poi rimarcato come l’Ospedale Parini sia oggi un punto di riferimento ricercato a livello nazionale ed internazionale, dotato di un apparato di ricerca clinica strutturato che a breve vedrà anche l’inserimento di un’infermiera di ricerca, figura fondamentale per la conduzione di studi clinici ad alto impatto.
La scoperta rivoluzionaria sui tumori cerebrali pubblicata su Nature Scientific Reports
Un momento di grande rilievo scientifico è stato l’intervento del fisico teorico Fabio Truc (originario di Cogne), che ha presentato i risultati dello studio pubblicato ad aprile 2026 sulla prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports (gruppo Nature).
La ricerca, sostenuta dalla Fondazione oncologica valdostana in collaborazione con la Prof.ssa Laura Moro dell’Università del Piemonte Orientale, ha dimostrato l’efficacia dei campi elettromagnetici pulsati (PEMF) a bassissima potenza contro le cellule di glioblastoma (tumore cerebrale).
«Il cancro può essere paragonato all’Idra di Lerna: possiede una ‘testa madre’ responsabile della rigenerazione, rappresentata dalle cellule staminali tumorali – ha spiegato Truc -. Con i trattamenti convenzionali (radioterapia o chemioterapia) il tumore regredisce temporaneamente ma tende a ripresentarsi proprio a causa del nucleo staminale. Attraverso una micro-antenna e specifiche frequenze di campi elettromagnetici deboli, siamo riusciti a bloccare la ‘staminalità’ del cancro. Combinando poi la somministrazione del chemioterapico temozolomide, abbiamo ottenuto la regressione e l’apoptosi della massa tumorale senza danneggiare i tessuti sani. La nostra sfida attuale è studiare come far penetrare in vivo questi campi superando la barriera della scatola cranica».
Bandi di ricerca sostenuti dalla Fondazione: 2025-2027 e 2026-2028
Nel corso della conferenza sono stati riassunti i principali finanziamenti per la ricerca oncologica promossi dalla Fondazione:
-Bando di Ricerca 2025-2027 (241.000 euro totali):
– Screening prevenzione neoplasie polmonari nei forti fumatori (Dr. Angelo Battaglia – 70.000)
– PET/CT con 68Ga-FAPI: nuova frontiera nell’imaging oncologico (Dr. Carlo Poti – 50.000)
– Colonscopia con videocapsula endoscopica per le aree più remote (Dr. Renato Santucci – 50.000)
– lncRNA Blueprint of Cancer: marcatori diagnostici molecolari (Prof. Andrea Cavalli – 71.000).
Nuovo Bando 2026-2028 (345.000 euro totali – scaduto a giugno 2026):
– Neuroni “immaturi” o “dormienti” nei gliomi cerebrali: progetto d’avanguardia condotto dal Prof. Luca Bonfanti e Prof. Lorenzo Bello (85.000) volto a verificare se le riserve di plasticità neurale siano presenti e riattivabili all’interno dei tumori cerebrali.
– Mappatura digitale avanzata (Total Body Mapping) e IA per la diagnosi precoce dei tumori cutanei (Francois Rosset – 71.000).
– Registro dei tumori degli animali in Valle d’Aosta (Giovanna Michela Villa – € 50.000).
Sinergia con l’IIT e il Progetto 5000genomi@VdA
Infine, la dottoressa Manuela Vecchi ha illustrato l’accordo di collaborazione siglato a maggio 2026 tra la Fondazione oncologica valdostana e il centro di genomica clinica e computazionale (C3G) dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT).
Nato all’interno del progetto 5000genomi@VdA, il Centro C3G utilizza tecniche avanzate di sequenziamento dell’intero genoma (Whole-Genome Sequencing, WGS) per esplorare anche il 98% del DNA non codificante.
La sinergia tra ricerca genomica, intelligenza artificiale e pratica clinica ospedaliera permetterà di sviluppare percorsi di diagnosi e cura sempre più personalizzati e mirati per la popolazione e per i pazienti oncologici della regione.
(simona campo)
