Lanciato il nuovo brano “Le Fils de la Montagne” di Fabien Lucianax
Il videoclip è stato trasmesso e interpretato dall'artista durante l'inaugurazione del 29° Gran Paradiso Film Festival
Lanciato il nuovo brano “Le Fils de la Montagne” di Fabien Lucianax.
Il videoclip, girato principalmente a Cogne, è stato trasmesso e interpretato dall’artista durante l’inaugurazione del 29° Gran Paradiso Film Festival.
Una prima speciale
Fabien Lucianaz, in arte Fabien Lucianax, è un giovane artista valdostano, che si dedica alla produzione e interpretazione di canzoni principalmente in patois.
La sera di lunedì 27 luglio, durante l’inaugurazione del 29° Gran Paradiso Film Festival alla Maiso de la Grivola di Cogne, per lui si è presentata l’occasione per svelare il nuovo brano “Le Fils de la Montagne”.
Nel salone è stato proiettato il videoclip, alla presenza dell’artista, che ha accompagnato la proiezione cantando sul palco e suscitando la commozione di diverse persone tra il pubblico.
Una canzone “Glocal”
Il brano, in collaborazione con la compositrice svedese Olivia Ahltorp (in arte Aevy Lore), reinterpreta la sigla originale del Gpff, “Gran Paradiso – Your World is Mine”.
Se l’attacco è tutto riservato al patois, il ritornello è in francese, con la seconda strofa in italiano e una chiusura in inglese interpretata dalla cantante svedese.
Proprio per questa unione tra un’anima fortemente legata al territorio e un respiro internazionale, l’artista ha definito il brano una produzione “glocal” (unione tra i termini “global” e “local”)
La regia è invece di Francesca Nota.
La dedica alla montagna
Al termine dell’esibizione, c’è stato spazio per un dialogo tra l’artista e la direttrice di Fondation Grand Paradis Luisa Vuillermoz.
Nel raccontare la nascita della canzone, Fabien Lucianax ha spiegato: «è una canzone profonda, una dedica alla montagna intesa come fosse un’entità vera e propria con cui rapportarsi e da cui imparare sempre qualcosa. Da valdostano mi ritengo fortunato di poter vivere quotidianamente questo ambiente straordinario».
Proprio nel rapportarsi con la natura e la montagna, il testo propone riflessioni anche sui temi della crisi ambientale, la coesistenza uomo-natura e l’intelligenza artificiale.
(re.aostanews.it)
