Frana di Palleusieux: respinta la proposta di un fondo dedicato alle abitazioni a rischio frana
La nicchia dalla quale è partita la frana
Ambiente
di Erika David  
il 30/07/2026

Frana di Palleusieux: respinta la proposta di un fondo dedicato alle abitazioni a rischio frana

Bocciato l'ordine del giorno di Alleanza Verdi Sinistra che chiedeva di istituire un fondo per gli insediamenti evacuati; Sapinet: «Le risorse ci sono già, il nodo è poterle utilizzare»

Il caso della frana di Palleusieux, a Pré-Saint-Didier, torna ad animare il dibattito in Consiglio Valle.

L’ordine del giorno di Allleanza Verdi Sinistra illustrato dal consigliere Andrea Campotaro, che chiedeva di istituire una linea di finanziamento straordinaria per la messa in sicurezza degli insediamenti abitativi evacuati o minacciati dal rischio idrogeologico, è stato respinto dopo il parere contrario della Giunta.

Il confronto ha messo in luce due visioni differenti: da un lato la richiesta di un segnale politico forte a sostegno delle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, dall’altro la convinzione dell’esecutivo che il problema non sia la disponibilità delle risorse economiche, ma gli ostacoli tecnici e giuridici che ne impediscono l’utilizzo.

Campotaro: «Chi è fuori casa da mesi non deve sentirsi lasciato solo»

Illustrando l’ordine del giorno, Campotaro ha preso spunto dalla vicenda del complesso residenziale di Palleusieux, a Pré-Saint-Didier, precisando però che la proposta aveva una portata generale e riguardava tutti gli insediamenti abitativi interessati da situazioni analoghe.

Il consigliere ha evidenziato come, nell’assestamento di bilancio, siano previsti importanti stanziamenti per la mitigazione del rischio idrogeologico a tutela di infrastrutture, impianti a fune e aziende agricole, sostenendo che la stessa attenzione debba essere rivolta anche alle abitazioni.

«Stiamo parlando di persone che da mesi non possono vivere nella propria casa», ha osservato, chiedendo che, nel primo provvedimento finanziario utile, vengano individuate le risorse necessarie per istituire un fondo dedicato.

«La Regione deve dimostrare che quando un evento naturale obbliga dei cittadini a stare fuori casa per mesi non devono sentirsi lasciati soli», ha affermato.

Sapinet: «Le risorse esistono già, serve risolvere i nodi giuridici»

L’assessore Davide Sapinet ha riconosciuto la delicatezza della situazione di Palleusieux, definendola però «una storia a sé» per la particolare complessità tecnica e amministrativa.

Ha ricordato che la Regione ha già previsto un fondo da 12 milioni di euro destinato ai rischi legati ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico, oltre alle risorse della legge regionale 5/2001 sulla Protezione civile, recentemente rifinanziata.

«Non è necessario istituire un fondo specifico», ha spiegato, sottolineando che il vero problema è «poter erogare le risorse più che reperirle».

L’assessore ha illustrato il lavoro svolto con il Comune di Pré-Saint-Didier e con la Protezione civile, tra valutazioni geologiche, studi sulle opere di protezione del versante e degli edifici, consulenze giuridiche e approfondimenti sulla proprietà delle aree interessate, elemento che potrebbe consentire al Comune di intervenire direttamente.

«Stiamo valutando ogni soluzione possibile – ha assicurato – per consentire agli enti pubblici di sostenere concretamente i cittadini coinvolti».

Il botta e risposta

Nella replica, Campotaro ha ribadito che l’obiettivo dell’ordine del giorno non era limitato al caso di Palleusieux.

«Lei ci dice che gli strumenti finanziari esistono già e che il problema è giuridico», ha osservato rivolgendosi all’assessore.

«Proprio per questo dobbiamo fare in modo che quei finanziamenti possano essere utilizzati anche per andare incontro alle persone che hanno visto messa in pericolo la propria abitazione».

Secondo il consigliere di Avs, oggi le abitazioni rischiano di apparire «un bene meno urgente» rispetto ad altri interventi finanziati dalla Regione, mentre famiglie intere sono costrette da mesi a lasciare la propria casa, potendovi accedere solo temporaneamente per recuperare effetti personali.

Sapinet ha respinto questa lettura, ribadendo che fin dal giorno dell’evento Regione e Comune hanno lavorato insieme per sostenere i cittadini.

«Non deve uscire un messaggio che non è quello», ha dichiarato, ringraziando anche la sindaca di Pré-Saint-Didier per il lavoro svolto. Ha ricordato le consulenze legali richieste al Celva e le attività tecniche avviate dalla Regione proprio per trovare una soluzione che permetta di intervenire rapidamente e in modo legittimo.

L’ordine del giorno respinto

Nonostante il confronto abbia evidenziato una convergenza sull’esigenza di trovare una soluzione per le famiglie coinvolte, la maggioranza non ha condiviso la proposta di istituire un nuovo fondo dedicato.

Dopo l’invito al ritiro formulato dalla Giunta e il mancato accoglimento della richiesta, l’ordine del giorno è stato posto ai voti e respinto dal Consiglio Valle.

(erika david)

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