Pré-Saint-Didier, la frana di Palleusieux arriva in Consiglio Valle: «Prima la sicurezza, poi il rientro nelle case»
La nicchia dalla quale è partita la frana
Ambiente, territorio
di Erika David  
il 14/07/2026

Pré-Saint-Didier, la frana di Palleusieux arriva in Consiglio Valle: «Prima la sicurezza, poi il rientro nelle case»

Un'interepllanza di Fratelli d'Italia accende i riflettori sulla frana di Pré-Saint-Didier e sull'aggravarsi della situazione

A oltre tre mesi dal crollo del 31 marzo, la situazione di Palleusieux approda in Consiglio Valle.

La frana che ha costretto all’evacuazione di cinque condomini è stata infatti al centro di un’interpellanza presentata da Fratelli d’Italia nella seduta di oggi, martedì 14 luglio, mentre sul territorio resta in vigore l’ordinanza che vieta l’accesso agli edifici interessati fino al completamento dei nuovi approfondimenti geologici.

La nuova ordinanza di evacuazione e divieto di accesso

Nei giorni scorsi, come riportato da Gazzetta Matin lunedì 13 luglio, la sindaca di Pré-Saint-Didier, Veronica Pellizzari, aveva firmato un nuovo provvedimento che ha esteso l’area interdetta anche a un ulteriore condominio di Route Mont Blanc.

Una decisione maturata dopo le risultanze dello studio affidato dal Comune al geologo Paolo Zamparutti, secondo cui il versante presenta «un’estesa instabilità» caratterizzata da fenomeni di crollo che possono coinvolgere non soltanto singoli massi, ma interi comparti rocciosi.

Secondo la perizia, allo stato attuale sono possibili esclusivamente opere di protezione passiva, mentre eventuali interventi direttamente sulla parete richiederanno rilievi e analisi molto più approfonditi.

«Non è stata una decisione presa a cuor leggero – aveva spiegato Pellizzari -. La situazione di pericolosità permane e l’area di rischio si estende. Comprendiamo il disagio delle famiglie e dei proprietari delle seconde case, ma la sicurezza viene prima di tutto».

Cinque condomini coinvolti

L’ordinanza interessa i condomini Elettra, Noisette, Le Grenadier, Casa Berger e Framboise.

La maggior parte degli alloggi è costituita da seconde case, mentre tre nuclei familiari residenti hanno dovuto trovare una sistemazione alternativa.

Nei giorni scorsi è stato consentito ai proprietari di rientrare temporaneamente negli appartamenti, per due ore e sotto la supervisione della Protezione civile e delle forze dell’ordine, per recuperare effetti personali.

L’interpellanza di Fratelli d’Italia

Proprio su questa vicenda il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Tuccari ha chiesto oggi in Consiglio Valle chiarimenti sulla classificazione del rischio idrogeologico dell’area, sulle valutazioni effettuate in fase di rilascio dei permessi edilizi e sull’eventuale revisione della pianificazione urbanistica.

«Vogliamo capire se, davanti a un territorio che cambia, il nostro sistema di prevenzione e pianificazione sia ancora adeguato», ha affermato.

Nella risposta, l’assessore alle Opere pubbliche Davide Sapinet ha ricordato che il complesso immobiliare era stato progettato alla fine degli anni Settanta e realizzato negli anni Novanta, prima dell’introduzione della classificazione della pericolosità per frana prevista dalla legge regionale del 1998.

Oggi il versante da cui si è staccata la frana è classificato in fascia F1, a elevata pericolosità, mentre l’area urbanizzata coinvolta dall’evento ricadeva in fascia F2, di pericolosità media.

«Con la normativa attuale – ha evidenziato l’assessore – si applicherebbero limitazioni molto più stringenti rispetto a quelle vigenti all’epoca della costruzione».

Quado geologico più complesso del previsto

Sapinet ha inoltre spiegato come i cambiamenti climatici stiano modificando la frequenza e l’intensità dei dissesti, rendendo necessario un approccio sempre più prudenziale.

Per questo, dopo il crollo del 31 marzo, l’intera area interessata deve essere considerata ad elevata pericolosità fino alla revisione delle cartografie comunali e al completamento dei nuovi studi tecnici.

Sul fronte degli interventi, l’assessore ha ricordato le opere di somma urgenza già eseguite dalla Regione per mettere in sicurezza la linea elettrica ad alta tensione, con il consolidamento del blocco instabile e la realizzazione di due valli paramassi.

Tuttavia, gli approfondimenti successivi hanno evidenziato che il quadro geologico è più complesso del previsto e richiederà ulteriori valutazioni prima di poter individuare le opere definitive.

«Regione, Comune e proprietari stanno lavorando insieme per individuare le soluzioni più adeguate – ha aggiunto Sapinet -. Gli immobili coinvolti sono prevalentemente destinati ad attività turistico-commerciali e a seconde case: le opere di mitigazione ricadrebbero sui proprietari, che dovranno essere sostenuti. Per questo il Comune, con il supporto della Regione, sta approfondendo anche gli aspetti giuridici per individuare possibili forme di sostegno».

Nella replica, Tuccari ha ribadito la necessità di rafforzare la politica della prevenzione e di garantire una comunicazione costante con le persone ancora lontane dalle proprie abitazioni.

Un obiettivo condiviso anche dall’amministrazione comunale, che continua a lavorare con il Supercondominio e con gli uffici regionali per individuare il percorso che possa consentire, quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno, il rientro negli edifici evacuati.

Per il momento, però, la linea resta quella indicata dalla sindaca Pellizzari: nessun passo indietro sulla sicurezza.

(erika david)