Kiev colpisce l’impero Tatyana Kim: la donna più ricca di Russia
Roma, 9 ago. (askanews) – Prima dei droni ucraini c’erano stati un marito diventato avversario, un divorzio miliardario, l’intervento di Ramzan Kadyrov e una sparatoria con due morti a pochi isolati dal Cremlino. Tatyana Kim ha costruito Wildberries partendo da un appartamento della regione di Mosca e in poco più di vent’anni ne ha fatto il maggiore colosso russo del commercio online. A 50 anni, madre di sette figli e donna più ricca della Russia, si ritrova però ancora una volta a difendere quell’impero. Solo che questa volta l’avversario non è più dentro la famiglia: arriva dal cielo.
La sua è una delle più singolari storie imprenditoriali della Russia post-sovietica. Kim è nata nel 1975 a Grozny, capitale della Cecenia, in una famiglia russa di origine coreana. Prima di diventare miliardaria insegnava inglese. Nel 2004, a 28 anni e durante il congedo di maternità dopo la nascita del primo figlio, cominciò dal suo appartamento a vendere via internet abiti dei cataloghi tedeschi Otto e Quelle. Il marito Vladislav Bakalchuk, che lavorava nel settore informatico, la affiancò poco dopo.
Da quell’attività domestica nacque Wildberries. La coppia cavalcò l’espansione dell’e-commerce russo degli anni Dieci, trasformando il piccolo rivenditore di vestiti in una piattaforma capace di vendere praticamente qualsiasi cosa. Oggi Wildberries gestisce milioni di ordini al giorno e la sua rete di punti di ritiro è diventata parte del paesaggio urbano russo. Reuters stima che Kim disponga di una fortuna nell’ordine dei 7 miliardi di dollari; Forbes, prima dell’ultima ondata di attacchi, l’aveva valutata anche oltre gli 8 miliardi.
Per molti anni il matrimonio e l’impresa sembrarono coincidere. Ma dietro la storia della coppia che aveva costruito dal nulla l”Amazon russo’ si preparava una frattura destinata a diventare pubblica in maniera spettacolare.
Il punto di rottura arrivò nel giugno 2024, quando Wildberries annunciò la fusione con Russ, grande società della pubblicità esterna. L’operazione portò alla nascita di RVB: Wildberries controllava il 65% della nuova società, mentre il restante 35% faceva capo alla struttura proprietaria di Russ. Prima della fusione Kim possedeva il 99% di Wildberries e Bakalchuk appena l’1%. Il progetto ottenne l’appoggio del Cremlino e, secondo l’agenzia di stampa Reuters, la stampa russa riferì che Maxim Oreshkin, vice capo dell’Amministrazione presidenziale, era stato incaricato di seguirne l’attuazione. Il portavoce Dmitry Peskov confermò allora che Vladimir Putin sosteneva l’iniziativa, pur negando un intervento diretto del presidente nelle questioni societarie.
Per Vladislav Bakalchuk, però, non si trattava di una normale operazione industriale. La descrisse come una sottrazione dell’azienda costruita insieme alla moglie e accusò il gruppo Russ di una sorta di scalata ostile. E per fermarla si rivolse a un personaggio che trasformò rapidamente una crisi matrimoniale e societaria in un affare politico: il leader ceceno Ramzan Kadyrov.
Nel luglio 2024 Kadyrov pubblicò un video dell’incontro con Bakalchuk e promise di aiutarlo a ‘riportare Tatyana in famiglia’ e a proteggere quella che definiva un’attività legittima. Accusò Russ di voler impadronirsi di Wildberries sotto la copertura di una fusione. La risposta di Kim fu altrettanto netta: annunciò l’avvio delle procedure di divorzio. Il conflitto tra i due coniugi usciva così definitivamente dalla sfera privata.
Le versioni sull’origine della rottura sono rimaste opposte. Bakalchuk ha indicato proprio la fusione con Russ come causa del conflitto. Kim ha sostenuto invece che il matrimonio fosse già entrato in crisi molto prima, facendo risalire una ‘prima grave crepa’ al novembre 2023.
Due mesi dopo, la faida assunse contorni che sembravano appartenere alla Russia delle guerre societarie degli anni Novanta. Il 18 settembre 2024 Bakalchuk arrivò con un gruppo di uomini agli uffici di Wildberries nel centro di Mosca, a breve distanza dal Cremlino. Seguì una colluttazione e poi una sparatoria. Due persone furono uccise, sette rimasero ferite, tra loro anche agenti di polizia. Quasi trenta persone furono fermate.
Kim accusò il marito e i suoi accompagnatori di avere tentato di entrare con la forza negli uffici. Bakalchuk sostenne invece di essere arrivato per un incontro concordato e affermò che erano state le guardie della società ad aprire il fuoco per prime. I suoi avvocati dissero successivamente che era stato arrestato e accusato di omicidio e tentato omicidio di un agente. Le due parti continuarono ad attribuirsi reciprocamente la responsabilità dell’accaduto.
Pochi giorni dopo la sparatoria Tatyana compì anche un gesto simbolico: abbandonò il cognome coniugale Bakalchuk e tornò a chiamarsi Kim. Il nome con cui oggi è conosciuta come la donna più ricca della Russia è dunque anche il risultato di quella battaglia familiare.
Il matrimonio, durato 22 anni, venne formalmente sciolto nel febbraio 2025. I sette figli rimasero con la madre; cinque erano ancora minorenni. Ma restava da dividere un patrimonio gigantesco e, soprattutto, da stabilire che cosa sarebbe accaduto a Wildberries.
Anche su questo terreno Kim uscì inizialmente in posizione di forza. Nell’aprile 2025 il tribunale Savelovsky di Mosca le assegnò anche l’1% di Wildberries formalmente intestato all’ex marito, lasciandole inoltre la piena proprietà di Wildberries Bank. A Bakalchuk andarono invece, secondo la società, altri beni e attività, tra cui un appartamento, un terreno e alcune aziende. Il giudizio fu impugnato e la battaglia patrimoniale proseguì ancora per mesi.
Solo nel novembre 2025 i due ex coniugi raggiunsero un accordo amichevole sulla divisione dei beni. Un mese dopo Bakalchuk annunciò di avere ceduto definitivamente la sua quota dell’1% di Wildberries: Kim rimaneva così sola al comando della società con cui i due avevano cominciato insieme più di vent’anni prima.
Superato il marito, Kim si è trovata però davanti a un avversario incomparabilmente più difficile. Dalla metà dello scorso luglio l’Ucraina ha cominciato a colpire sistematicamente la rete logistica di Wildberries. Secondo il New York Times, almeno 23 strutture sono state prese di mira e nove dipendenti sono morti. Data Insight stima che l’azienda possa avere perso fino a un terzo della capacità dei propri magazzini e merci per 480 miliardi di rubli, circa 5,9 miliardi di dollari.
Per Kiev, Wildberries non è soltanto un supermercato online. Le autorità ucraine sostengono che attraverso la piattaforma vengano acquistati anche materiali destinati alle forze russe. Il sito vieta formalmente la vendita di armi, ma il New York Times ha verificato la presenza di droni Fpv, bobine di fibra ottica utilizzabili per guidarli e altre attrezzature impiegabili sul fronte. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto alcuni dei nuovi obiettivi come centri logistici coinvolti nella fornitura di componenti per droni e altro materiale alle forze russe.
Kim parla invece di ‘attacchi terroristici’ contro persone che lavorano e sostiene che Wildberries venda sostanzialmente la stessa categoria di prodotti disponibile su Amazon o Alibaba. Dopo un attacco nella regione di Vladimir, oltre 200 vigili del fuoco sono stati mobilitati per spegnere un incendio che interessava un’area di circa 100.000 metri quadrati. In altri attacchi sono stati distrutti o gravemente danneggiati grandi centri logistici in diverse regioni russe.
Wildberries sta cercando di reagire decentralizzando la distribuzione, spostando le merci verso strutture differenti e predisponendo forme di indennizzo e assicurazione per i venditori. Ma è proprio la struttura costruita da Kim in vent’anni – enormi magazzini capaci di alimentare una rete capillare che raggiunge decine di milioni di consumatori – a essere diventata improvvisamente il suo punto debole.
E’ un paradosso che chiude, almeno per ora, il cerchio della sua storia. Tatyana Kim aveva cominciato vendendo vestiti da un appartamento mentre cresceva il primo dei suoi sette figli. Ha trasformato quell’attività nel più grande marketplace russo, è diventata miliardaria, ha resistito alle sanzioni e alla guerra, ha visto il suo matrimonio trasformarsi in una battaglia per il controllo dell’azienda e quella battaglia finire a colpi d’arma da fuoco nel cuore di Mosca. Ne è uscita con il proprio cognome di nascita e con Wildberries nelle sue mani. Ora, però, deve impedire che siano i droni ucraini a smontarla, un magazzino alla volta.
