Vino, Uiv: export a 3,6 mld nel I semestre 2026, -6,2%. Usa -14,1%
Milano, 11 set. (askanews) – L’export del vino italiano chiude il primo semestre 2026 con un calo del 6,2% a oltre 3,6 miliardi di euro, mentre i volumi diminuiscono del 4%. I dati elaborati dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) su base Istat confermano le difficoltà già emerse nel 2025, con una contrazione della domanda che riguarda sia i mercati extra-Ue, in calo del 7,5%, sia quelli dell’Unione europea, a -4,2%.
Nei primi sei mesi dell’anno gli ordini sono diminuiti in nove dei dieci principali mercati di destinazione. L’unica eccezione nella top ten è la Russia, che cresce del 15,7%. Il prezzo medio all’export arretra del 2,3%, con una diminuzione più marcata negli Stati Uniti, dove il calo raggiunge il 7,8%.
“L’Italia del vino paga, così come gli altri principali Paesi produttori, un calo strutturale della domanda a livello globale acuito da fattori congiunturali legati al potere d’acquisto e alle tensioni geopolitiche” ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, aggiungendo che “siamo convinti della necessità di affrontare queste difficoltà attraverso una sistemica riorganizzazione del nostro settore, nella consapevolezza del valore socioeconomico che esso esprime”.
Tra i principali mercati, gli Stati Uniti chiudono il semestre con una flessione del 14,1% a 849 milioni di euro. La Germania perde il 6,8% e si ferma a 534 milioni, mentre il Regno Unito registra un calo del 6,6% a 346 milioni. Tra le eccezioni figurano anche la Cina, a +19,8%, e il Brasile, a +8,2%, mentre l’intero Mercosur segna un incremento del 18,4%.
Il quadro cambia anche in base alle tipologie. Gli spumanti mantengono sostanzialmente i valori del primo semestre 2025 con un aumento dello 0,4%, mentre i vini fermi imbottigliati scendono dell’8,9%. I rossi registrano una contrazione del 9,3% e i bianchi del 7%.
Tra le principali regioni esportatrici il Veneto perde l’8,4% e la Toscana il 7,4%. Il Piemonte torna invece al secondo posto con una crescita del 2,4%, sostenuta dall’Asti Spumante.
Sempre secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini, dopo dodici mesi di difficoltà, emergono alcuni segnali di attenuazione della flessione. Già a giugno l’area Ue ha mostrato primi segnali di ripresa, insufficienti però a riportare in positivo il risultato del semestre. Per luglio e agosto i dati provvisori relativi ai mercati extra-Ue indicano un miglioramento, con un rimbalzo in doppia cifra negli Stati Uniti rispetto allo stesso bimestre del 2025. L’evoluzione resta legata anche all’andamento delle tensioni internazionali.
