Il Premio internazionale di solidarietà alpina ad Adriano Favre
Oggi a Pinzolo la cerimonia di consegna della 55ª Targa d'argento, che torna in Valle dopo 36 anni, alla guida alpina di Ayas, ex capo del Soccorso alpino valdostano
Tutti in piedi davanti ad Adriano Favre che oggi, sabato 19 settembre, al Paladolomiti di Pinzolo, ha ricevuto la 55ª Targa d’argento – Premio internazionale di solidarietà alpina.
La guida alpina di Ayas e già direttore del Soccorso Alpino Valdostano, figura di riferimento del soccorso in montagna italiano, riporta in Valle d’Aosta il prestigioso riconoscimento dopo 36 anni.
La 55ª edizione del Premio ha riunito a Pinzolo storie e protagonisti legati ai valori della solidarietà, dell’altruismo e dell’impegno in alta quota. Oltre alla Targa d’argento assegnata a Favre, è stata consegnata la Medaglia d’oro alla memoria a Luca Sinigallia, alpinista morto nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, mentre tentava di prestare soccorso all’alpinista russa Natalia Nagovitsyna, gravemente ferita e bloccata a oltre 7.000 metri di quota.
Oltre cinquant’anni al servizio della montagna
Favre ha dedicato più di mezzo secolo alla montagna e al soccorso alpino, distinguendosi per esperienza, competenza tecnica, coraggio e spirito di abnegazione. Particolare rilievo ha avuto il suo impegno nella formazione e nell’impiego dei cani da valanga.
Nel ricevere il riconoscimento, la guida alpina valdostana ha voluto rivolgere un pensiero anche alle famiglie dei soccorritori, «che aspettano a casa i loro cari quando vanno in missione e rischiano la propria vita per aiutare chi si trova in una situazione di pericolo», e a Franco Garda, invetore del soccorso alpino valdsotano.
La Targa d’argento torna così in Valle d’Aosta a distanza di 36 anni. L’ultima assegnazione a un valdostano risale infatti al 1990, quando il riconoscimento venne attribuito a Pietro Bassi di Courmayeur, tra i medici pionieri del soccorso in montagna.
A segnalare la candidatura di Favre al Comitato organizzatore è stato Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che ha espresso le proprie congratulazioni al premiato e sottolineato il valore di un riconoscimento capace di dare visibilità all’impegno di uomini e donne al servizio degli altri. la propria esperienza al servizio degli altri.
«È stata una sorpresa – ha commentato Favre emozionato -, devo dire grazie al popolo delle giacche rosse che hanno voluto portare la mia candidatura al Premio, e al comitato che l’ha accettata. Per me è una grande emozione, un gran riconoscimento».
Altra sorpresa per Favre è stata la presenza dei sindaci Alessandro Girod, Gressoney-La-Trinité, e Alex Brunod, Ayas.
(erika david)

