Trail running: la festa speciale di Marcella Pont per i 10 Tor des Géants conclusi di fila
La tosta atleta della Sant'Orso e del Team Grivel celebrata da parenti, amici e compagni di squadra a Saint-Oyen per il traguardo prestigioso raggiunto a settembre
Applausi per Marcella Pont.
Dieci Tor des Géants finiti di fila valgono bene una festa.
E che festa.
La tosta trailer della media Valle ha riunito nella serata del primo giorno di ottobre al Foyer di Saint-Oyen parenti, amici, compagni di squadra e tifosi per celebrare un traguardo tutt’altro che banale.
Classe 1985, allevatrice di Saint-Denis che nei fine settimana sale all’Alpe Gorza di Torgnon per completare una settimana lavorativa decisamente impegnativa, è uno dei volti noti e amati della corsa in montagna rossonera.
Tosta, coraggiosa, infaticabile, basta metterla su un sentiero in montagna e il viso le si illumina grazie a un sorriso che sa di felicità e sacrificio, un connubio sconosciuto ai più, ma che lei sa shekerare al meglio.
Marcella Pont: «Celebro un traguardo che custodisco con grande gioia»
«Quest’anno non è stata la solita festa per la conclusione di uno dei miei tanti Tor, ci ho tenuto a celebrare con chi mi vuole bene un traguardo che nel mio piccolo custodisco con grande gioia – spiega Marcella Pont -. Essere riuscita per dieci edizioni consecutive a tagliare il traguardo del Tor des Géants significa molto per me. Un grazie immenso va a tutti i presenti e anche a chi per motivi vari non ha potuto esserci, so che con il pensiero hanno tutti raggiunto il mio cuore. Un grazie immenso va a mio cugino Erik Bionaz, presente con parte della sua orchestra per allietare la serata e al Foyer di Saint-Oyen che ci ha ospitati al meglio».
Marcella Pont: «Quest’anno ho usato il cervello per arrivare in fondo»
Marcella Pont torna poi sull’ultima edizione del Tor, chiusa al 392° posto inb 135h37’05”.
«Ho tribolato di più del solito – ammette la valdostana della Sant’Orso che difende i colori del Team Grivel -. Le gambe c’erano, ma ero stanca di testa e ho così usato il cervello per arrivare fino in fondo, se no avrei lasciato ben prima. Ho un grande amore per le montagne, voglio sempre finire quello che comincio. I miei dieci Tor sono tutti belli, tutti diversi, i momenti più speciali sono legati alle amicizie che nascono lungo il percorso con atleti valdostani, italiani, stranieri, tutti compagni di viaggio fantastici. I momenti brutti, quest’anno, sono arrivati subito, già alla prima notte mi si chiudevano gli occhi, ma non ho mollato e ho chiuso anche questa avventura».
Marcella Pont: «Il Tor des Glaciers mi attira, sarebbe bello poterci debuttare insieme a qualcuno»
Il futuro può chiamarsi Tor des Glaciers, un obiettivo che ha nel mirino da tempo.
«Il Tor des Glaciers mi attira – conferma Pont -. Finora non me la sono sentita, perché ci sono tratti molto tecnici che richiedono grande attenzione e lucidità. Probabilmente sarebbe bello riuscire ad affrontarlo almeno la prima volta con qualcuno. Vediamo cosa mi riserverà il futuro, intanto mi godo questi dieci Tor des Géants di fila che per me hanno un sapore davvero speciale».
(d.p.)
