‘Ndrangheta: Bindi, in Valle d’Aosta condiziona economia e scelte
CRONACA
di Danila Chenal  
il 19/10/2017

‘Ndrangheta: Bindi, in Valle d’Aosta condiziona economia e scelte

Non compie atti di violenza né particolari atti di estorsione perché è stata capace di realizzare una sorta di pax valdôtaine che vede compiacenti imprenditori e classe dirigente

«Evidenze giudiziarie hanno accertato la presenza di organizzazioni mafiose in Valle d’Aosta, in particolare di famiglie della ‘ndrangheta, che hanno condizionato e continuano a condizionare l’economia di questa terra e anche la politica e le scelte». Lo ha sottolineato il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, dopo le audizioni tenute oggi ad Aosta.

Vige la pax valdôtaine

Così il fenomeno nell’analisi del presidente della Commissione. «La ‘ndrangheta in Valle d’Aosta ha assunto tutte le peculiarità che la contraddistinguono al Nord. Non compie atti di violenza né particolari atti di estorsione perché è stata capace di realizzare una sorta di pax valdôtaine che vede compiacenti imprenditori e classe dirigente e rende più difficili azioni di contrasto». Per poi evidenziare: «una presenza così significativa di famiglie ‘ndranghetiste non può non destare l’attenzione in una realtà così piccola, dove anche un solo voto può spostare maggioranze e opposizioni».

Voto di scambio

A proposito delle tre preferenze consentite dalla legge elettorale ha puntualizzato: «Non possiamo entrare nel merito della legge elettorale valdostana certo la Commissione ha sottolineato il fatto singolare che non si sia indagato sul voto di scambio in una realtà caratterizzata da un numero limitato di elettori, dove la presenza di famiglie ‘ndranghetiste è importante, dove è facile condizionare il voto. Questo è un dato su cui abbiamo invitato a fare luce».

Più coscienza civile

Delle interdittive, ultima in ordine di tempo l’azienda Cgf srls di Gignod, ha detto: «Ben vengano interdittive e indagini in corso ma serve una maggiore consapevolezza della comunità valdostana. La mafia che non spara si combatte con una coscienza civile diffusa. La Valle d’Aosta potrebbe diventare un esempio positivo che rompe la pace predatoria anche, e soprattutto, di risorse pubbliche e permette ai cittadini di riprendere la loro sovranità». Per quanto concerne la presenza di bande criminali internazionali i commissari hanno parlato di «mancanza di evidenze».
(danila chenal)

Supermercato al Quartiere Dora, Confcommercio cancella l’incontro pubblico per non alzare la tensione
L'associazione ha deciso di cancellare l'incontro previsto per lunedì 14 e pensato per illustrare i risultati del sondaggio online, che aveva ricevuto oltre mille risposte. «Renderemo comunque pubblici i risultati»
il 11/09/2026
L'associazione ha deciso di cancellare l'incontro previsto per lunedì 14 e pensato per illustrare i risultati del sondaggio online, che aveva ricevuto...
Beauregard: «Servono più parcheggi, basta tergiversare», la nuova battaglia de La Nave dei disperati
L'associazione guidata da Mario Pitrolino si rivolge alle istituzioni per risolvere un problema che si trascina da anni. «Parenti dei pazienti non possono rischiare sempre le multe»
il 11/09/2026
L'associazione guidata da Mario Pitrolino si rivolge alle istituzioni per risolvere un problema che si trascina da anni. «Parenti dei pazienti non pos...