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Rapporto Inail VdA: calano gli infortuni sul lavoro ma aumentano le ‘morti bianche’

Rapporto Inail VdA: calano gli infortuni sul lavoro ma aumentano le ‘morti bianche’

Gli incidenti mortali sono passati dai zero del 2010 ai quattro del 2011; nelle malattie professionali spicca l'aumento dei tumori denunciati, passati dai 2 del 2010 ai 7 del 2011

La Valle d’Aosta risulta in controtendenza (in negativo) – unitamente a Umbria, Molise e Marche – rispetto al quadro nazionale degli infortuni mortali sul lavoro nel periodo di riferimento 2010-2011. E’ questo il dato più altisonante uscito dalla presentazione del Rapporto annuale regionale 2011 della sede valdostana dell’Inail, con il numero delle cosiddette ‘morti bianche’ passato dalle zero del 2010 alle quattro del 2011 (+400%, nonostante una di queste – relativa all’operaio di Avezzano morto nel luglio 2011 all’interno del cantiere della variante della SS27 – sia stata presa in carico dalla sede Inail abruzzese). Un dato che deve imporre una seria riflessione, a maggior ragione se si considera il panorama generale degli infortuni sul lavoro in Valle d’Aosta e in Italia, che ha fatto registrare sia nella nostra regione (2.300 nel 2010 contro 2.271 nel 2011) sia in ambito nazionale (776.099 nel 2010 contro 725.174 nel 2011) un calo piuttosto evidente dell’andamento infortunistico. «Dopo il progetto di prevenzione attivato nel settore agricolo (Innaffiare la pianta della sicurezza, ndr), la nostra attenzione dovrà ora concentrarsi soprattutto nel campo degli interventi edilizi in parete, visto che alcune criticità sono arrivate proprio da questo particolare settore – ha commentato il direttore della sede regionale Inail, Maria Valeria Fiorillo (in FOTO insieme ai funzionari Danilo Antoni e Paolo Infortuna) -. In linea generale, il calo degli infortuni registrato in Valle d’Aosta ha due principali spiegazioni: da una parte il calo dei lavoratori occupati a causa della crisi economico-finanziaria, in particolare nelle costruzioni, dall’altra i primi frutti raccolti dagli interventi di prevenzione che abbiamo promosso a livello locale di concerto con le istituzioni del territorio». Campanello d’allarme, infine, nell’ambito delle malattie professionali, salite dalle 52 del 2010 alle 59 del 2011 nei settori dell’industria e dei servizi (i tumori denunciati sono passati da 2 a 7, con un aumento del 250%).
(patrick barmasse)

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