Alpe, bilancio regionale al ribasso tranne che per le partecipate
POLITICA & ECONOMIA
di news il
08/11/2012

Alpe, bilancio regionale al ribasso tranne che per le partecipate

L’unica impennata, in termini di milioni di euro, la fanno registrare, nella finanziaria regionale, le partecipazioni azionarie e i conferimenti che passano da 12.510.000 del 2012 a 18.510.000 euro nel 2013. Tutto il resto è al ribasso. Ad additarlo sono i consiglieri regionali di Alpe che, in una conferenza stampa, hanno anticipato alcuni temi legati al bilancio di previsione che saranno discussi in aula da martedì prossimo. «E’ il bilancio personale del presidente Rollandin – ha sottolineato il consigliere Roberto Louvin -, non concordato e non condiviso da tutti; è un bilancio stilato con il tosaerba che dà una scorciata a ogni settore e che non propone soluzioni di sistema». Il vicepresidente del Consiglio Albert Chatrian ha messo in risalto come l’amministrazione regionale abbia sacrificato gli investimenti «passati a 250 milioni di euro e dimezzati rispetto al 2010»; diminuito drasticamente i finanziamenti per i settori dell’artigianato – 3,6 milioni nel 2013 a fronte di 6,3 del 2012 – dell’agricoltura – 41 milioni rispetto ai 57 dell’anno scorso – ed energetico. «Il governo regionale vuole l’azzeramento dei Comuni, riducendoli a rango di Pro loco buoni giusto ad organizzare feste», dice senza giri di parole Chatrian che, grafico alla mano, illustra come il quadro dei trasferimenti «non permetterà ai Comuni né di investire né di pagare le spese correnti e anche il Fospi è ridotto a lumicino». Scendono del 40% i trasferimenti senza vincolo e del 55% quelli con vincolo e del 5% gli interventi per programmi di investimento. Una limata la subiscono pure i settori dell’istruzione universitaria, della cultura, dei trasporti e della tutela del territorio. «E’ un bilancio che chiude un ciclo, che risente pesantemente delle manovre dello Stato, che si caratterizza per il periodo di crisi, ma nel quale non intravvediamo risposte strutturate. Ricalca la traccia della manovra finanziaria degli anni scorsi con ritocchi al ribasso, che non fa scelte prioritarie e che invece necessiterebbe di una visone globale del sistema Valle d’Aosta».

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