Pirogas: «l’alternativa c’è, non esiste solo per chi non la vuole vedere»
POLITICA & ECONOMIA
di news il
13/11/2012

Pirogas: «l’alternativa c’è, non esiste solo per chi non la vuole vedere»

«Sono due anni che ci lavoriamo e a volte viene da chiedersi cosa c’è dietro», così Bruno Chaussod del Comitato per il Sì giustifica alcuni interventi accesi dei sostenitori di Valle Virtuosa che facevano cenno a pesanti intimidazioni sostenendo che «prefetto e senatore dovrebbero essere prefetto e senatore di tutti e non dovrebbero fare campagna referendaria» come ha sottolineato Paolo Meneghini.
La conferenza di presentazione degli ultimi appuntamenti informativi è stata l’occasione per Valle virtuosa per fare il punto sulla campagna referendaria.
«Una campagna nata dai cittadini e per i cittadini, che è stata un grande successo – spiega Chaussod -. certo allontanandosi geograficamente dal luogo del problema la tensione viene un po’ meno, ma è fisiologico. Abbiamo comunque sempre trovato gente informata e che voleva informarsi. Nelle nostre serate i dibattiti sono sempre stati molto lunghi e intensi. Abbiamo percorso tutta la Valle, non tralasciando nemmeno una vallata, riunendo in una serata anche più comuni. Abbiamo cercato di fare informazione perchè l’alternativa c’è, esiste, altrove è persino praticata. Solo per chi non la vuole vedere non esiste. Siamo stati accusati di voler realizzare discariche in ogni comune, di imporre ai cittadini di tenersi i rifiuti in casa, non è così. Lo scenario “a freddo” produrrebbe 5.000 tonnellate l’anno di rifiuti stabilizzati a fronte di 10.000 tonnellate di ceneri vetrificate e 3.000 tonnellate di rifiuti tossici. Spiace poi – aggiunge essere associati alla malavita. Sappiamo tutti che il mercato dei rifiuti tossici fa gola, ma noi non spostiamo nulla. Infine – conclude Chaussod – volevamo dire che invitare all’astensione è la negazione di un diritto e di una libertà. Ci dispiacerebbe molto dovesse vincere il “boh”, non previsto dalla Costituzione, che parla di sì o no. Ci siamo però accorti durante i nostri incontri sul territorio che il “boh” è una scelta di vertice dei movimenti politici e che gli elettori, tanti amministratori locali, accettano il confronto di buon grado, siamo quindi fiduciosi che i cittadini vogliano esercitare il loro diritto. Astenersi in questo caso è una scelta di campo precisa perché è qualcuno che te lo chiede».
(erika david)

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