Unico marchio e offerte nelle quattro farmacie del capoluogo
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di news il
06/12/2012

Unico marchio e offerte nelle quattro farmacie del capoluogo

Una croce moderna, un piccolo cuore verde, «segno di salute e di protezione» caratterizzerà le quattro farmacie comunali che «si presentano agli aostani e non solo – ha spiegato il presidente dell’Aps Guido Grimod «come un bene della collettività, un servizio pubblico che fa rete, quattro identità di un unico sistema». Il nuovo logo, realizzato dalla grafica e fotografa Raffaella Santamaria distinguerà le quattro strutture, differenziandole per colore, il verde per corso Battaglione, il blu per corso Ivrea, l’arancio per la farmacia di viale Conte Crotti e il rosa per corso Saint-Martin de Corléans, «richiamando i concetti di sicurezza e affidabilità – ha spiegato la giovane creativa – e con un carattere grafico, semplice, familiare, molto leggibile».
Nelle quattro farmacie comunali (l’Aps gestisce in convenzione anche la farmacia di Gignod, ndr) spazi e specialità saranno indicati con loghi specifici, uguali in tutta le strutture, area bimbi, igiene orale, strumenti sanitari, integratori, cosmetica e omeopatia, «perchè sia chiaro che le farmacie, pur nella diversità, sono unite» – ha spiegato Grimod.
Il direttore dell’Aps, l’ingegner Vittorio Canale, ha spiegato come «il fatturato delle farmacie comunali sia di circa 7 milioni di euro annui, a fronte di un fatturato complessivo dell’Azienda di pubblici servizi (che si occupa anche di gestione della sosta, edifici ERP comunali, pubblicità e affissioni e servizi cimiteriali, ndr) di 10-11 milioni di euro. «Per i parafarmaci la concorrenza c’è ed è serrata – hanno concordato presidente e direttore dell’Aps – ma riusciamo a spuntare prezzi migliori presentandoci agli acquisti come quattro farmacie e non una sola».
Il fatturato ne risente?
«Non è calato il lavoro ma è diminuito il valore medio delle ricette rosse, per una serie di disposizioni ministeriali e per le politiche di incentivazione dei farmaci generici – ha spiegato l’ingegner Canale. In fondo siamo in un libero mercato, e anche su questo c’è concorrenza».
(cinzia timpano)

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