POLITICA & ECONOMIA
di news il
09/01/2013

Forestali, ridotta la pausa tra i contratti a termine

Anche i dipendenti forestali potranno godere della riduzione dei periodi di stacco tra un contratto a termine e l’altro.
Questo pomeriggio le organizzazioni sindacali si sono riunite per definire la riduzione fino a 20 giorni (da 60) per i contratti di durata inferiore a sei mesi interruzione e 30 (da 90) per quelli superiori ai sei mesi, «per soddisfare le esigenze di qualche lavoratore» spiega Mauro Filippi, Cisl.
La problematica era stata sollevata proprio oggi da un’interpellanza dell’assessore Raimondo Donzel che chiedeva chiarimenti sulla norma in materia di riforma del mercato del lavoro e in particolare sul periodo di interruzione tra un contratto a e l’altro. In seguito alle modifiche apportate dal Decreto sviluppo alla Riforma Fornero del mercato del lavoro, ha spiegato il presidente Augusto Rollandin «la Società di Servizi e le Organizzazioni sindacali Cisl, Uil e Savt (come noto la Cgil non ha sottoscritto il contratto aziendale di prossimità), lo scorso 5 settembre, hanno sottoscritto un accordo per cui per i dipendenti della Società di Servizi i periodi di interruzione dalla conclusione di un contratto a termine alla stipula di un nuovo contratto a termine» si sono ridotti come detto.
Nella replica, il Consigliere Donzel ha detto di essere «compiaciuto per la stipula di un accordo che consente la riduzione di questi periodi in maniera sensibile. Quello che invece rimarco, con rammarico, è che viene citato un accordo a cui non è stata invitata la Cgil perché non aveva sottoscritto l’accordo per il contratto aziendale di prossimità. Purtroppo anche qui si usa il cosiddetto ‘metodo Marchionne’: vediamo di ripristinare un criterio che è sempre esistito tra le parti sociali e la politica perché un Sindacato deve poter partecipare a qualunque iniziativa anche se in precedenza non ha sottoscritto un contratto. Evitiamo l’inasprimento delle relazioni sindacali che si è creato in Italia e ripristiniamo un meccanismo che in passato in Valle d’Aosta ha sempre funzionato. Per noi sarebbe inaccettabile procedere a trattative che escludano pregiudizialmente una delle parti»
(erika david)

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