Vallée d’Aoste: ”Unico progetto credibile, il resto è fuffa”
POLITICA & ECONOMIA
di news il
23/02/2013

Vallée d’Aoste: ”Unico progetto credibile, il resto è fuffa”

La sala del Giacosa è gremita in ogni ordine di posto e alcune persone sostano anche nell’androne. Il comizio di chiusura degli autonomisti della coalizione Vallée d’Aoste, con i candidati Rudi Marguerettaz e Albert Lanièce, ha visto la partecipazione di sempre. Niente toni particolarmente elevati, ma molto consenso, anche rumoroso, quando si parla di quelli che se ne sono andati. Emozionati anche i due candidati, probabilmente anche stanchi per i 78 comizi che hanno sostenuto in questi giorni: fiduciosi nella vittoria anche se con la giusta preoccupazione di raccogliere le forze e i voti, di ”rispettare, da buoni valdostani, i patti – come ha detto Lanièce – votando Lanièce e Marguerettaz”.
Dice Ego Perron: ”Ognuno di noi domani chiami 5 persone incerte o non convinte o che non votano per noi e le convinca che solo noi siamo i veri autonomisti”.
Attacchi per tutti, Marguerettaz si lancia contro Laurent Viérin: ”A proposito di democrazia, qualcuno si è candidato prima ancora di fondare il suo partito”. Ma sono stati toccati anche temi più squisitamente politici come la perdita di competenze statutarie. Lanièce ha sottolineato ”sarebbe una tragedia per la nostra regione perché abbiamo costruito un servizio sociale importante ed efficiente grazie a queste competenze. Qui non c’è assistenzialismo e spreco perché abbiamo amministrato oculatamente”.
Chiude il Presidente Augusto Rollandin, in gran spolvero, ricordando che votare la coalizione autonomista significa ”votare due candidati che non sono immischiati in quelle buffonate che si sono viste nella campagna elettorale nazionale. Chi è scontento di quanto fatto dai grandi partiti con il governo Monti ha la sola alternativa di votare per noi che eravamo contro. Abbiamo la forza per vincere gli altri devono arrabattarsi. Il nostro progetto è credibile, gli altri non lo hanno neppure spiegato il loro perché era fuffa”.
(bruno fracasso)

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