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Un coro di lamentele per la Festa della Donna

Un coro di lamentele per la Festa della Donna

L'iniziativa di Dora Donne in Valle d'Aosta presentata questa mattina

Inizia già in conferenza stampa, per la presentazione dell’evento dell’8 marzo alle dell’associazione Dora Donne in Valle d’Aosta, il “Coro delle lamentele” da parte di Dorothy Rollandin neo presidente dell’associazione e Viviana Rosi. In occasione dell’8 marzo infatti Dora ha preso in prestito il sistema del coro delle lamentele, che dal 2008 in tutto il mondo viene utilizzato per dire cosa non funziona nelle città, per lamentarsi delle problematiche femminili. Stasera si svolgeranno le prove, alle ore 21.30 presso l’Institut de danse du Val d’Aoste di Saint Christophe, la serata di venerdì invece si svolgerà presso la Cave des Onze Communes di Aymavilles alle 21.00, e prevede due cori più o meno strutturati a cui faranno seguito anche lamentele libere e spontanee al microfono per chiunque volesse intervenire. Sarà inoltre l’occasione per proporre l’idea dell’istallazione “Zapatos Rojos”, Scarpe Rosse, centinaia di paia di scarpe rosse per dire “basta” alla violenza di genere, installazione collettiva d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet. Le scarpe rosse verranno sistemate nel percorso fino alla sala in cui si svolgeranno i cori.
«Un’idea che vuole coinvolgere le donne, che vuole rimettere l’accento sul problema della violenza sulle donne e per non far passare l’8 marzo come una ricorrenza per fare festa e basta – spiega Viviana Rosi -dimenticandone il significato storico, e stando al di fuori di un certo merchandising istituzionale pre-elettorale».
Lamentele dicevamo, Viviana Rosi attacca duramente le legge regionale sulla violenza di genere ed il lavoro, o meglio il lavoro non adeguato della Consulta per le pari opportunità che non funziona e non si adopera realmente per l’inadeguatezza in termini di promozione delle pari opportunità tra donna e uomo, la Consulta va ripensata nel suo funzionamento. «Per quello che riguarda la legge regionale riteniamo che si potesse fare molto meglio – continua Rosi – c’è una grave insufficienza dei finanziamenti pubblici in materia di prevenzione, di sensibilizzazione e formazione sul tema della violenza contro le donne, va fatto un lavoro soprattutto culturale, anche nelle scuole con le giovani generazioni, e non gestire solo l’emergenza. La legge inoltre prevede un forum dove le associazioni di donne non sono previste ed è un po’ un controsenso, non si tiene conto della società civile. «La condizione femminile è difficile va ancora fatto molto e le associazioni di genere possono dare una mano anche alle istituzioni – spiega la presidente Rollandin – anche se mi rendo sempre più conto che c’è una sorta di paura nell’associazionismo femminile, anche da parte delle donne stesse, ed invece sono un momento importante di confronto». «Vogliamo inoltre sottolineare la scarsa attenzione da parte delle forze politiche regionali in merito alla questione del “riequilibrio della rappresentanza” – dice ancora Rosi – le elezioni regionali di maggio potrebbero essere l’occasione per inserire nelle liste più donne. E infine vogliamo evidenziare l’inaccettabile tentativo di far passare come “unica e naturale” la famiglia composta da un uomo e una donna sposati portato avanti dal forum delle associazioni familiari della Valle d’Aosta» conclude Rosi.
Per le altre lamentele l’appuntamento è dunque per venerdì 8 marzo alle 21.00 presso la Cave des Onze Communes di Aymavilles.
(simonetta padalino)

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