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Lavoro: «cassa integrazione aumentata del 63%»

Lavoro: «cassa integrazione aumentata del 63%»

Il segretario della Cgil Domenico Falcomatà commenta, in occasione della festa del primo maggio, le difficoltà del mercato della lavoro e le nuove povertà

La nostra regione non è incolume alla crisi e questa non è una novità. Proprio ieri in occasione della festa del 1° maggio il segretario regionale della Cgil Domenico Falcomatà ha snocciolato dati e percentuali che fanno riflettere; «oggi la disoccupazione in Valle d’Aosta tocca quasi l’8% generale e supera la soglia del 25% reale, tra i giovani ( rispetto al panorama nazionale dove la disoccupazione giovanile , secondo i dati Istat,ha toccato il 38,6 % n.d.r.)» . Naturalmente la cassa integrazione non può che essere ‘la spina nel fianco’.
L’ultimo rapporto Istat mostra come, a partire da gennaio del 2009 e fino a oggi, le ore di cassa integrazione autorizzate siano state stabilmente intorno alle 80 milioni di ore per mese. Una tendenza che al momento prevede anche il per il 2013 un totale di ore di cassa integrazione per oltre il miliardo». Non è diversa la situazione nella nostra regione: «i dati ci dicono che la differenza totale Cigo +Cigs +Cig in deroga da gennaio a marzo passa da 249.783 ore nel 2012 a 407.695 ore nel 2013, con un aumento di 157.912 ore, pari a un +63,22%». I settori in difficoltà: il meccanico, l’edilizio e il commercio, ma comunque il più penalizzato soprattutto in Bassa valle, resta quello industriale: «restano indispensabili ammortizzatori e altri strumenti del welfare, che allarghino anche la copertura a lavoratori esclusi dai benefici anche dalla nuova normativa sul mercato del lavoro». Sottolinea Falcomatà, «la situazione peggiora e non abbiamo avuto fino a oggi la percezione che si siano avviate per tempo efficaci politiche di contrasto che potessero invertire questo fenomeno che rischia di impoverire fortemente il nostro territorio». Ci si consola con il settore terziario, «il terziario ha visto crescere i propri addetti. La quota di occupazione spiegata dal terziario sia cresciuta di circa 3 punti percentuali, arrivando al 73,6%, mentre quella dell’industria si contrae in misura sostanzialmente analoga, attestandosi al 22,5%». Sono soprattutto le donne a lavorare in questo settore con la crescita dell’occupazione femminile al 4,3% e riduzione di quella maschile che cala di -5,8%. Il lavoro subordinato cresce del 2,5%, mentre l’occupazione indipendente cala dell’11,1%. Crescono le assunzioni a tempo determinato arrivando nel 2012 all’84%. Per quanto concerne il reddito dei valdostani si denota una perdita, chiosa il segretario regionale Cgil; «per la Valle d’Aosta si osserva, infatti, una perdita del reddito del -2,3%, contro, ad esempio, a un +0,4% per l’Italia, un -0,5% per il Nord-Ovest e un +1,3% per il Nord-Est. E’ la nuova povertà, che comincia a percepirsi anche all’interno dei confini valdostani». Conclude con il monito rivolto all’amministrazione regionale: «l’amministrazione deve però porre le basi e fornire gli strumenti affinché si creino quelle condizioni positive per creare lavoro e coloro che vogliono fare impresa possano investire e operare, per una crescita reale e possibilmente duratura dell’economia valdostana. Servono interventi strutturali a lungo termine, la Regione deve investire nella infrastrutturazione, e in primis nelle reti di trasporto, ma anche nell’alta velocità delle connessioni internet, per permettere al nostro mercato di crescere e di diventare competitivo, puntando sulla ricerca, sull’innovazione e sulle energie rinnovabile, per le quali la Valle d’Aosta ha grandi potenzialità».
Nella foto, il segreterio della Cgil Valle d’Aosta Domenico Falcomatà.
(teresa marchese)

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