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Arrestato il pizzaiolo Youness El Abbassi, l’Arsenio Lupin della Valdigne

Arrestato il pizzaiolo Youness El Abbassi, l’Arsenio Lupin della Valdigne

Nell'ultimo triennio - secondo gli inquirenti - si è reso protagonista di 51 furti, per un valore complessivo della refurtiva stimato in oltre 100.000 euro

Era già stato individuato a fine marzo, Youness El Abbassi (FOTO), marocchino di 30 anni, arrestato questa mattina dagli uomini dell’Arma dei carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per furto aggravato a firma del gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco. Il trentenne marocchino, pizzaiolo in un ristorante di Courmayeur, dal marzo 2010 al marzo di quest’anno si è reso autore di ben 51 furti perpetrati in garage, cantine e pertinenze di abitazioni e appartamenti della Valdigne (23 a Morgex, 18 a Courmayeur, tre a Pré-St-Didier e sette a La Salle). Una vicenda che ha portato i carabinieri a scoprire un numero di blitz furtivi superiore addirittura a quelli denunciati nel triennio, così come confermato nel corso della conferenza stampa dal Tenente Colonnello Cesare Lenti: «Molti furti che abbiamo scoperto non erano stati denunciati all’epoca dai proprietari delle pertinenze ‘visitate’, motivo per cui è risultata oltremodo complessa la nostra attività di indagine». In pratica nei confronti di Youness El Abbassi – nel triennio marzo 2010-marzo 2013 – è stato possibile ricondurre la responsabilità di oltre cinquanta furti grazie all’attenta analisi del ‘modus operandi’ con il quale questi erano stati perpetrati. Tutti portati a compimento di notte, i blitz venivano attuati attraverso l’introduzione del marocchino in garage o cantine con prese d’aria che davano verso l’esterno, anche se El Abbassi non ha risparmiato nemmeno aree condominiali comuni, balconi e pertinenze esterne di appartamenti. Ingente la stima del valore della refurtiva, parte della quale ritrovata in un garage nella sua disponibilità a La Saxe di Courmayeur: i militari hanno stimato in oltre 100.000 euro il suo valore, tra biciclette (diciotto), materiale informatico (iPad) ed elettronico (televisori al plasma e LCD), trapani, motoseghe e tassellatori, oltre a generi alimentari, calzature e alcuni mobili di antiquariato di pregio (in particolare un baule del ‘700). «Attrezzi da cantiere quali tassellatori e trapani erano già stati ‘piazzati’ – ha commentato il Capitano Vincenzo Puzzo – considerando che il marocchino quasi sicuramente si appoggiava a canali di smercio della refurtiva».
(patrick barmasse)

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