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Centrale unica di committenza: undici sindaci si dissociano dal Cpel

Il presidente Agusto Rollandin aveva ricordato in mattinata che i Comuni sono liberi di aderire o meno a Inva

Il presidente Agusto Rollandin aveva ricordato in mattinata che i Comuni sono liberi di aderire o meno a Inva

Rivendicando l’autonomia degli Enti locali, undici sindaci si dissociano dalla presa di posizione del Consiglio permanente degli enti locali (Cpel), che sullo stop alla Centrale unica di committenza aveva sentenziato: «E’ illegittimo e irrispettoso chiedere alla Giunta regionale di sospendere l’adesione degli enti locali a Inva SpA».
In un comunicato stampa fanno sapere: «In qualità di sindaci e membri del Cpel intendiamo discostarci dalla presa di posizione di un Comitato esecutivo che non è evidentemente rappresentativo delle diverse sensibilità presenti in Assemblea.
Il gruppo di sindaci dice di non comprendere «le ragioni che hanno portato il Comitato esecutivo a ritenere irrispettoso chiedere al Governo regionale di dare indicazioni precise agli Enti Locali perché possano attuare le scelte più idonee al risparmio nella pubblica amministrazione. Il fatto di concedere la più ampia libertà decisionale circa le scelte da effettuare in merito alla centrale unica di committenza ci pare, al contrario, un doveroso e giusto riconoscimento dell’autonomia degli Enti locali».
Spiegano nella nota stampa: «Comuni e Comunità Montane avranno ora la possibilità di valutare quali siano le scelte più idonee a un risparmio di spesa rapportate al proprio contesto, valutando attentamente quale sia l’ambito ottimale per l’esercizio di una funzione delicata per il tessuto economico locale come quella della committenza negli appalti».
Ricordano i primi cittadini che «lo strumento della convenzione non è nuova ad alcuni colleghi di comuni della cintura di Aosta e alla Comunità montana Monte Cervino». Tengono a precisare che «pur condividendo il fatto che non vi siano motivi ostativi all’adesione a Inva, siamo fermamente convinti che l’autonomia degli Enti locali in quanto espressione del millenario tessuto sociale valdostano sia un principio irrinunciabile e pertanto non accettiamo alcuna forma di incentivazione o disincentivazione nelle scelte che gli Enti, autonomamente e responsabilmente, debbono compiere». Il documento, definito aperto, sarà inviato ai colleghi sindaci, come annunciato. I firmatari sono Robert Brunod, Laura Cossard, Giuseppe Dupont, Maria Romana Lyabel, Corrado Jordan, Alex Micheletto, Giorgio Munari, Sandro Pepellin, Natalino Proment, Luciano Saraillon e Massimo Tamone.
Intanto in un comunicato l’Union valdôtaine progressiste esprime preoccupazione per le ricadute sul tessuto economico della Centrale unica di committenza: «Infatti, è possibile ipotizzare che per le acquisizioni di beni da parte della pubblica amministrazione valdostana come da esempio: arredi, carburante, energia elettrica, cancelleria, hardware e software, venga individuato, da parte della Cuc, un unico fornitore per Regione, Ausl e gli enti locali valdostani. Questa procedura avrà un valore economico certamente sopra soglia comunitaria ed è, altrettanto ipotizzabile, che il soggetto aggiudicatario possa essere un operatore economico non valdostano. Ci si chiede a questo punto quale sia il reale vantaggio di questo strumento che di fatto si sovrappone alla Consip nazionale e che non da nessuna garanzia di favorire in modo legittimo le aziende valdostane».

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