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Morte bimbo di otto mesi: l’autopsia certifica la cosiddetta «morte in culla»

Morte bimbo di otto mesi: l’autopsia certifica la cosiddetta «morte in culla»

Il piccolo Elia Giannelli rimasto vittima di una sindrome che ha un'incidenza statistica inferiore all'uno per mille; escluse responsabilità dei genitori e cause dovute all'altitudine

Morte in culla, o meglio quella che in gergo tecnico viene definita una «Sids», ovvero la sindrome della morte improvvisa del lattante che ha un’incidenza statistica inferiore all’uno per mille.
E’ quanto emerso dall’esame autoptico effettuato quest’oggi all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino sul corpo del piccolo Elia Giannelli, il bimbo di otto mesi morto a Ferragosto dopo diversi arresti cardiaci intrapresi mentre si trovava con i suoi genitori Giorgia e Stefano al rifugio degli Angeli al Morion (ex Scavarda), a poco meno di 3000 metri di quota, nell’alta Valgrisenche.
L’autopsia, disposta dal pm Andrea Padalino dopo che sabato la Procura della Repubblica di Torino aveva aperto un fascicolo di inchiesta per accertare eventuali responsabilità in merito al decesso del piccolo, è stata svolta dal medico legale Roberto Testi, incaricato questa mattina dallo stesso pm torinese.
Da quanto si è potuto apprendere, sono quindi escluse sia cause legate all’altitudine, sia responsabilità dei genitori (in un primo momento si era anche ipotizzato il soffocamento del bimbo causato da un sacco a pelo).
Nella foto il rifugio degli Angeli al Morion.
(pa.ba.)

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