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Capolinea Berlusconi

Il senatore valdostano, Albert Lanièce, vota la fiducia al governo Letta, “perché andare a elezioni con questa legge elettorale significherebbe consegnare il Paese per l’ennesima volta all’ingovernabilità e instabilità”.
Un scelta responsabile quella del senatore Lanièce, che di fatto, da unionista, chiude definitivamente la porta al Pdl targato Berlusconi, con il quale nella precedente legislatura valdostana le forze di governo si allearono non senza forti critiche soprattutto all’interno proprio del Leone rampante.
Dalle imprese fino alla Chiesa, tutti a chiedere stabilità e, quindi, responsabilità alla politica. Il momento è talmente delicato che all’interno dello stesso Pdl, partito monoblocco con al centro un uomo, Berlusconi, che per vent’anni ha segnato la vita politica ed economica dell’Italia, ci sono state persone che hanno avuto il coraggio di dire “no” e di votare la fiducia al premier Letta, andando contro proprio al loro presidente di partito.
Che il Paese abbia bisogno di stabilità e di un’azione di governo volta alla ripresa sia dell’economia che dei posti di lavoro non ci sono dubbi. Qualunque esso sia il colore politico che si impegna in questa direzione. In una situazione come questa non può esistere un governo di larghe intese nel quale c’è qualcuno che ha secondi fini.
Oltre a proseguire nell’opera di risanamento, magari con qualche certezza in più soprattutto per quanto riguarda aumenti (Iva), pagamenti (IMU) e manovre correttive di fine anno, è necessario che la politica metta mano alla legge elettorale. Una volta trovato l’accordo (?), elezioni subito. E stabilità politica.

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