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Costi politica: respinta la mozione delle minoranze con un voto di astensione

Costi politica: respinta la mozione delle minoranze con un voto di astensione

La votazione segreta finisce 17 a 17

«La minoranza fa pressing e la maggioranza tient le coup», lo ha sottolineato in aula Chantal Certan(Alpe), riferendosi al fatto che «dopo la mozione sulla riduzione dei costi della politica, è arrivata a stretto giro di posta la proposta di legge della maggioranza». Il disegno di legge a firma Union valdôtaine-Stella Alpina porta a 25 i consiglieri: 4.500.000 di risparmio a legislatura, cinque anni, a partire dal 2018. E all’iniziativa degli alleati Uv-Sa si rimane dopo oltre tre ore di estenuante dibattito tra tentativi di conciliazione – «ragioniamoci, dibattiamone e troviamo un punto di incontro» – e accuse – «così prendete in giro i cittadini e venite meno alle promesse elettorali» in arrivo dai banchi delle opposizioni. Le proposte della minoranza sono bocciate, con un’astensione: la votazione segreta finisce 17 a 17.
«Ai tagli dei costi della politica abbiamo già provveduto e ragionare solo e unicamente sulle indennità dei consiglieri è avvilente per il ruolo che ricopriamo. Siamo il fanalino di coda nello status dei Consigli regionali d’Italia, siamo un Consiglio virtuoso che non ha benefit paralleli e che nel tempo non è stato travolto da scandali. La maggioranza non prende in giro nessuno: la nostra proposta è aperta al contributo di tutti, è concreta e storica. L’attuale impostazione è valida ed equa», ha ricordato il capogruppo dell’Union valdôtaine Ego Perron, spiegando le ragioni del no. Man forte gli dà Stefano Borrello capogruppo della Stella Alpina, chiamato in causa dalla minoranza: «Condivido quanto detto da Perron. Ribadisco che ragioneremo sull’argomento nelle sedi opportune». «Se ulteriori azioni devono essere fatte noi non ci sottrarremo», aveva anticipato il presidente del Consiglio Emily Rini, ricordando. come «la Regione Valle d’Aosta abbia, prima in Italia, già legiferato in materia di tagli dei costi della politica: operazione che consente un risparmio di due milioni di euro annui». «Non condividiamo l’insieme dell’impianto della mozione, altre risoluzioni che vanno nella direzione di ridurre i costi verranno», ha aggiunto il capo dell’esecutivo Augusto Rollandin.
Alpe, M5S, Pd-Sinistra Vda e Uvp chiedevano di ridurre il numero dei consiglieri regionali; di fissare il tetto massimo del costo degli assessori regionali a 6, al di là della determinazione del loro numero, di equiparare le indennità di funzione del presidente del Consiglio a quelle degli assessori regionali, di preveder la riduzione del 50 per cento dell’indennità di funzione per i vice-presidenti del Consiglio e i consiglieri segretari e di azzerare le indennità di funzione dei presidenti delle Commissioni permanenti. Risparmio stimato in duecento mila euro all’anno da subito.
(danila chenal)

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