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Celva, preoccupazione dei sindaci per la tesoreria unica

Nel Cda di ieri gli enti locali hanno esaminato la sentenza della Corte costituzionale, Giordano: «da capire cosa fare con i contratti in essere»

Nel Cda di ieri gli enti locali hanno esaminato la sentenza della Corte costituzionale, Giordano: «da capire cosa fare con i contratti in essere»

Per la Corte costituzionale le disposizioni sul sistema di tesoreria unica si applicano anche agli enti locali della Regione e lo ha ribadito con la sentenza n.256 che ha dichiarato parzialmente illegittima dell’articolo 2, comma 10, della legge regionale 30 del 21 novembre 2012, in quanto lesiva del principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, previsto dalla legislazione statale ai fini del contenimento del fabbisogno finanziario dello Stato e dell’unità economica nazionale.
Nella riunione di ieri il Consiglio di amministrazione ha esaminato la sentenza e si è confrontato sulla necessità di chiedere chiarimenti all’amministrazione regionale sulle modalità di gestione del servizio di tesoreria.
«Questa decisione determina profonde e pesanti ripercussioni per tutti i Comuni valdostani – commenta Bruno Giordano, presidente del Celva -. Diversi enti locali, avvalendosi della normativa regionale, avevano sottoscritto contratti con gli istituti bancari per la gestione del servizio di tesoreria; la tesoreria unica causerà quindi la mancata corresponsione degli interessi attivi prima corrisposti dalla banca sulle giacenze. Osserviamo così un’ulteriore costrizione dell’autonomia degli enti territoriali, motivata dallo Stato con la necessità di contenere la spesa pubblica, ma andando a detrimento dell’autonomia sei singoli enti e a un’ulteriore compressione delle risorse disponibili sui sempre più esigui bilanci dei Comuni».
(re.vdanews.it)

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