Regione: meno interdizioni grazie agli amministratori di sostegno
POLITICA & ECONOMIA
di news il
09/01/2014

Regione: meno interdizioni grazie agli amministratori di sostegno

L’assessore alla Sanità, salute e politiche sociali Antonio Fosson è intervenuto oggi nell’aula magna del palazzo di giustizia a Torino alla giornata di studio sul tema degli amministratori di sostegno.
«Vorrei evidenziare – ha sottolineato Fosson – come la legge in questione abbia di fatto contenuto l’uso dell’interdizione. Infatti, nel corso degli ultimi anni, in Valle d’Aosta sono notevolmente aumentate le amministrazioni di sostegno, sovente di soggetti adulti con problematiche psichiatriche o di soggetti anziani. A oggi i soggetti adulti affidati alla Regione sono 115 suddivisi in 41 tutele, 15 curatele e 59 amministrazioni di sostegno. In particolare, è da rilevare che siamo passati da 8 amministrazioni di sostegno dell’ottobre 2007 a 22 al 31 dicembre 2009 fino alle 59 di oggi». L’assessore Fosson ha poi illustrato la realtà locale: «L’autorità giudiziaria ha affidato alla Regione le curatele, le tutele e le amministrazioni di sostegno. Sono i nostri operatori, in particolare l’assistente sociale che opera sul territorio, a effettuare la valutazione dei singoli casi, dopo la quale i parenti o i servizi territoriali possono richiedere al Tribunale la nomina di un soggetto per affiancare la persona la cui capacità di agire risulti limitata o compromessa. Il Tribunale può nominare in qualità di amministratore di sostegno un parente oppure l’ente pubblico, e in quest’ultimo caso subentra il nostro “delegato alla tutela”, figura che esiste sia per l’area adulti che per quella dei minori. Il nostro modello organizzativo prevede quindi la presa in carico del cittadino a livello territoriale. Se finora questo incarico veniva ricoperto da un’assistente sociale, oggi, alla luce della sempre maggiore complessità del ruolo soprattutto da un punto di vista socio-culturale cui si sommano problematiche legali, è parso opportuno affidare la delega a un avvocato. Il ruolo dell’assistente sociale rimane tuttavia fondamentale e continuerà pertanto ad affiancare il delegato alla tutela».
(d.c.)

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