Posted on

Rifiuti: «ad Aosta la raccolta differenziata è più che discreta, ma deve migliorare»

Rifiuti: «ad Aosta la raccolta differenziata è più che discreta, ma deve migliorare»

Controlli a campione sui cassonetti e lezioni di educazione ambientale per 1600 studenti; nella frazione indifferenziata e nel cassonetto vetro-alluminio gli errori più frequenti dei residenti

«C’è sicuramente molto da lavorare, ma la situazione è più che discreta; con un po’ di buona volontà si può certamente migliorare». Delio Donzel, assessore all’Ambiente del comune di Aosta commenta così l’esito di due progetti di informazione e sensibilizzazione che si sono tenuti nei mesi di novembre, dicembre e gennaio e che hanno avuto come obiettivo quello di migliorare la qualità nella raccolta dei rifiuti. «Il primo progetto ha previsto il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie di primo grado – circa 1600 studenti hanno imparato come fare una corretta raccolta differenziata – ha commentato la dottoressa Paola Rossi, della cooperativa Achab – e a imparare dagli errori più comuni che si commettono».
L’altra iniziativa è consistita in un monitoraggio dei cassonetti; sono stati tremila i cassonetti controllati dagli addetti della Quendoz Services Ecologiques e dagli esperti della cooperativa Achab; dopo i controlli, sui cassonetti sono stati affissi cartelli rossi, gialli o verdi, a seconda del grado di bontà della raccolta.
«Complessivamente la raccolta è effettuata in modo discreto – ha commentato il dirigente del Settore Ambiente Marco Framarin – ma dobbiamo certamente insistere su quello zoccolo duro del 10% che ha ottenuto il cartellino rosso, con gravi errori nel conferimento oppure con una totale assenza di attenzione nella differenziazione dei rifiuti».
Il 30% dei controlli ha dato esito molto positivo, rivelando una differenziata effettuata con attenzione e scrupolo. Esiste però ancora una percentuale troppo elevata di errori dovuti alla disattenzione e «qualcuno anche in buona fede – ha precisato la dottoressa Rossi – ad esempio la ceramica smaltita nel vetro. Ma ricordo che il piatto o la tazzina rotta non è vetro, ma ceramica e ‘contamina’ la pasta di vetro, rendendola meno pura e abbassandone il valore che le vetrerie riconoscono per il conferimento».
Qualche altro esempio: un ferro da stiro gettato nel cassonetto delle lattine e del vetro; una intera pizza alla quale mancava un solo spicchio gettata nel cartone d’asporto nel contenitore della carta o ancora neon esausti gettati insieme al vetro.
«Le criticità più alte sono state riscontrate nel cassonetto verde dell’indifferenziato – commenta Paola Rossi – dove troppo spesso si trovano rifiuti che andrebbero differenziati e nel cassonetto arancione dove troppi materiali smaltiti nulla centrano con la tipologia di rifiuti vetro e alluminio, come ad esempio rifiuti elettrici ma anche rifiuti in acciaio e sacchetti di plastica.
Nella foto Edi Morandi della ditta Quendoz, Paola Rossi della cooperativa Achab, l’assessore all’Ambiente Delio Donzel e il dirigente del Servizio Ambiente Marco Framarin.
(cinzia timpano)

Condividi

LAST NEWS