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Frana di La Saxe: ricorso contro il vallo di due privati

Frana di La Saxe: ricorso contro il vallo di due privati

Il presidente Rollandin: «É un fatto molto grave, al limite dello scandalo; non c'è limite all'ingordigia umana»

Un fatto gravissimo «al limite dello scandalo».
Non usa mezzi termini il presidente della Regione, Augusto Rollandin, illustrando il ricorso che alcuni privati, proprietari di seconde case e «cittadini non valdostani», come ha sottolineato «con piacere» l’assessore alle opere pubbliche Marco Viérin, hanno presentato al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia degli atti impugnati, dell’ordinanza con la quale l’ingegner Raffaele Rocco, coordinatore del dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche è stato nominato commissario delegato alla redazione del piano di interventi per la mitigazione degli effetti del movimento franoso del Mont de la Saxe.
«Un caso senza precedenti non son in Valle d’Aosta, ma anche in Italia – ha aggiunto il presidente Rollandin -, in un momento in cui il problema della sicurezza assilla l’intero paese, sul quale si è investito da anni, un ricorso su un tema di quest portata nessuno se lo aspettava».
Secondo i ricorrenti gli atti sarebbero immotivati in quanto non conterrebbero alcuna valutazione sull’attualità e sulla gravità del rischio. I proprietari, Mario Bianchi e Maddalena Mazzoleni di Mlano e Mariarosa Messori e Laura Messori di Torino, contestano anche la mancata valutazione dei loro interessi in relazione alla costruzione del vallo di protezione, a loro dire talmente alto da privare le case di luce e aria.
«Questa cosa fa male a chi lavora, a chi ci crede e a chi cerca di dare risposte a chi vive lì» commenta l’assessore Viérin. «É un segnale che la dice lunga su come sia diffusa la cultura della prevenzione in Italia – aggiunge il sindaco Fabrizia Derriard -; c’è un limite in cui bisogna stare, quando l’interesse privato va a discapito dell’incolumità pubblica direi che quel limite è ampiamente superato. Spero che queste persone ripensino a quanto hanno fatto perché questa cosa ha davvero dell’incredibile».
Il commissario Rocco spiega come la vicenda abbia dell’assurdo «avevamo preso accordi per discutere ancora sul progetto, ci siamo visti proprio stamattina per parlarne senza che loro ci avvisassero del fatto che avevano presentato ricorso».
Cosa succede adesso?
«Niente. Noi andiamo avanti finché il Tar non si pronuncerà» conclude Rollandin.
In il sindaco Fabrizia Derriard, il presidente Augusto Rollandin, l’assessore Marco Viérin e il commissario Raffaele Rocco.
(erika david)

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