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Casinò, Viérin accusa: “lettere di sospensione a una decina di dipendenti per ritorsione”

Ma la società smentisce: "sempre garantito libertà di espressione e critica

Ma la società smentisce: "sempre garantito libertà di espressione e critica

Non bastano la crisi e lo sciopero a scaldare gli animi dei lavoratori del Casinò di Saint-Vincent. Adesso tocca al consigliere regionale dell’Uva, Laurent Viérin, gettare altra benzina sul fuoco, il quale accusa che “in queste ore si stanno verificando fatti gravissimi al Casinò di Saint-Vincent. Stanno arrivando, infatti, a lavoratori e rappresentanti sindacali, lettere di sospensione. Sono lettere inviate a chi, lavoratore, in questi giorni di scioperi e proteste, di tensioni e preoccupazioni per la grave crisi della Casa da Gioco, ha espresso, sui social media, critiche alla dirigenza del Casinò – si legge in una nota -. Qualcuno ha ricevuto lettere semplicemente per aver messo un “mi piace” su commenti di critiche alla gestione del disastro, per una dirigenza che sta portando il Casinò alla rovina. Si parla di una decina di lettere stranamente indirizzate, tra l’altro, a chi si è espresso nell’incontro venerdì con le forze di opposizione. Fatti che sanno dell’incredibile per non dire dell’assurdo e grottesco. Fatti degni del peggiore dei regimi e che rappresentano l’ennesima politica delle ritorsioni, che segue le minacce e le intimidazioni, a cui assistiamo in molte partecipate, dove chi dissente dal regime viene minacciato sul posto di lavoro, subendo azioni al limite della legalità . Atteggiamenti e metodi che noi combattiamo e continueremo a combattere con tutte le nostre forze, e che rappresentano la degenerazione del sistema, che deve finire. E che finirà. È infatti inconcepibile, inaccettabile, oltre che vergognoso, che in Valle d’Aosta, nel 2014, non esista il diritto di esprimere opinioni o di dissentire. Neppure nei confronti di una dirigenza che porta la propria azienda alla rovina. Sospensioni per opinioni espresse. E ritorsioni per idee diverse. Da fine impero. Che finirà mercoledì in Consiglio Valle. Dove faremo giustizia. Definitivamente. Per tutte le persone che continuano a subire questi atteggiamenti e queste azioni dal Regime che sta crollando”.
Secondo Viérin sarebbero una decina le lettere ricevute dai lavoratori.
Pronta la reazione dell’azienda, che smentisce quanto sostenuto dall’ex assessore regionale. “La società con amarezza deve constatare che continua una grave e lesiva disinformazione intorno a fatti interni di gestione aziendale – si legge in una nota -. In particolare deve smentire che siano stati avviati procedimenti disciplinari verso chi “in questi giorni di scioperi e proteste, di tensioni e preoccupazioni per la grave crisi della Casa da Gioco ha espresso, sui social media, critiche alla dirigenza del Casinò”, tantomeno che siano stati presi provvedimenti nei confronti di alcuni dipendenti per il solo fatto di aver messo “mi piace” su alcuni commenti espressi su un noto social network”.
La Resort & Casinò de la Vallée ammette che “sono state effettuate alcune contestazioni a dipendenti in attuazione di quanto previsto dai contratti collettivi per il venir meno di taluni obblighi connessi al rapporto di lavoro e per la grave violazione delle norme disciplinari, anche con possibili risvolti penali. La Società non è in grado di dare notizie ulteriori nel corso dei procedimenti disciplinari aperti, anche a tutela delle persone coinvolte, ma può sin d’ora ribadire con fermezza che i conflitti sindacali in corso e le polemiche politiche che li accompagnano nulla hanno a che vedere con la gestione del proprio personale, al quale la Casa da Gioco ha sempre garantito e garantirà libertà di espressione e critica”.
(re.newsvda)

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