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Consiglio Valle, attesa per lo scontro sul Casinò

Consiglio Valle, attesa per lo scontro sul Casinò

L'adunanza dell'assemblea regionale è convocata per mercoledì 26 e giovedì 27 marzo; annunciato un presidio dei sindacati

É convocato per mercoledì 26 e giovedì 27 marzo il Consiglio regionale per discutere un ordine del giorno di 20 punti, integrato oggi con una interrogazione a risposta immediata proposta dal Movimento 5 Stelle. Ferrero e Cognetta chiedono notizie sulla definizione dei parametri numerici minimi per il mantenimento delle classi di scuola secondaria di secondo grado in bassa Valle.
Ma l’attenzione di tutti è rivolta alle due risoluzioni proposte dalla minoranza che chiedono la testa dei vertici della casa da gioco e le dimissioni in blocco della giunta regionale.
A caccia del diciottesimo voto per fare cadere la testa dell’amministratore unico della Resort&Casinò Luca Figerio, della sua dirigenza, del presidente della giunta Augusto Rollandin e della sua squadra è infatti quanto si ripromettono le forze di minoranza – Alpe, M5S, Pd-Sinistra VdA e Uvp – che presenteranno due risoluzioni che vanno in questa direzione.
La mozione di sfiducia costruttiva può attendere («non ci sono i tempi tecnici e poi chiediamo le dimissioni su un tema preciso. Noi vogliamo una discussione politica», ha risposto, interrogato, Laurent Viérin). I mal di pancia – noti agli ambienti unionisti – di Ego Perron e Leonardo La Torre non si sono ancora risolti in peritonite. Così toccherà all’assessore all’Ambiente Luca Bianchi – direttore dei giochi al Casinò – essere tirato per la giacchetta. «Sa cosa sta accadendo – ha sottolineato Viérin nella conferenza stampa di venerdì 21- ma se ne è dimenticato». Bianchi contattato non si scompone: «E’ la solita strategia della minoranza. Noi della maggioranza finiamo a turno nel loro mirino». Sulla Stella Alpina (il cui coordinamento si riunirà nella serata di oggi, lunedì 24), che sulla vicenda del Casinò si è smarcata, le forze di opposizione potrebbero farci un ‘pensierino’.
Ribadiscono dal Movimento che «è pronto a valutare e riconsiderare l’attuale ‘governance’ della Resort&Casinò di Saint-Vincent attraverso una ridefinizione delle responsabilità». Tradotto significa: una contro risoluzione nella quale si pone Frigerio sotto tutela e si rivedono i tagli delle retribuzioni, tutte le posizioni incluse, e si va avanti con le riduzioni dei costi per riportare la necessaria serenità all’interno dell’attività produttiva.
Per tornare a monte: l’iniziativa delle opposizioni prende le mosse dall’incontro con i lavoratori della casa da gioco e le organizzazioni sindacali venerdì 21 marzo. «L’assemblea – aveva detto Viérin reduce dall’assemblea – ci ha dato mandato, con tanto di voto palese, di chiedere le dimissioni dei due amministratori unici, l’uno del Casinò l’altro di Palazzo». Le opposizioni chiederanno inoltre l’istituzione di una task force costituita da tutte le forze politiche in Consiglio, dai sindacati e dall’amministrazione comunale di Saint-Vincent «perché se perdiamo il Casinò perde tutta la comunità» ha aggiunto Roberto Cognetta. «Con la nostra azione in Consiglio non rappresentiamo noi stessi ma la comunità valdostana; noi non siamo in fuga dai problemi eppure la minoranza potrebbe lasciare che tutto coli a picco» ha chiarito Patrizia Morelli. «Noi non vogliamo sostituirci ai sindacati, ma vogliamo creare condizioni politiche che possano salvaguardare il Casinò» ha aggiunto Jean-Pierre Guichardaz. Di quote di mercato in picchiata libera ha parlato Albert Chatrian che ha denunciato «il fallimento della coppia Rollandin-Frigerio, il grande chierichetto costato fin qui un milione e mezzo di euro».
Nell’adunanza consiliare si tornerà a parlare di agricoltura «settore abbandonato a sé stesso» e di valorizzazione della Fontina Dop. Commenta l’iniziativa del collega Chatrian Raimondo Donzel: «E’ un altro gioiello che va a pezzi perché non è promossa in modo adeguato e, per alcuni versi, è in una situazione ancora più tragica del Casinò». La minoranza non molla sui cantieri forestali e tornerà alla carica. «A nostro avviso bisogna reperire risorse per riaprire i cantieri interni all’amministrazione», spiega Chatrian. Si perlerà anche della querela del governo regionale a un giornalista del Sole 24 ore e dei due contratti di lavoro gratuiti dell’Arpa perché «questa forma di collaborazione rischia di creare un precedente» ha sottolineato Guichardaz.
Fuori da palazzo è annunciato un presidio delle organizzazioni sindacali a tenere alta la vigilanza sulla situazione della casa da gioco.
(re.vdanews.it)

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