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Frana di La Saxe: concluse le operazioni di evacuazione

Frana di La Saxe: concluse le operazioni di evacuazione

Sono 120 le persone sfollate, ottanta residenti e una quarantina di turisti per tutti è stata trovata una sistemazione alternativa nelle strutture di Courmayeur

In due ore tutti gli sfollati sono stati sistemati e le operazioni di evacuazione dell’abitato di La Palud si sono concluse.
Sono circa 120 le persone, 80 residenti e una quarantina di turisti, che hanno dovuto abbandonare le case e le strutture dove erano ospiti dopo l’allarme scattato questa mattina per un «probabile crollo imminente» dal versante del Mont de la Saxe, sotto costante controllo.
Le persone interessate erano già state pre allertate ieri sera da una telefonata in seguito all’accelerazione del movimento franoso, la parte più piccola della frana da 265 mila metri cubi. Questa mattina, probabilmente anche a causa della pioggia battente, la frana ha avuto un’ulteriore accelerazione -ora si sposta di circa 18 millimetri all’ora, pari a 43 centimetri al giorno- ed è scattato l’allarme con la conseguente evacuazione.
Alle 10.07 le sirene hanno allertato la popolazione di Entrèves che ha iniziato a lasciare le proprie case per registrarsi al primo punto di raccolta sul piazzale della funivia della Val Vény e riunirsi in seguito al Centro congressi di Courmayeur.
Qui le 35 persone che non avevano parenti o amici da cui andare sono state sistemate tutte in residence e hotel del paese.
Ora non resta che aspettare l’evoluzione del fenomeno.
«Speriamo che venga giù, almeno risolviamo il problema una volte per tutte» commentano Valentina Ciccone e Fabrizio Grivel che hanno appena trovato una sistemazione al residence Talus. Non sembrano troppo scocciati dal dover lasciare la propria abitazione «La sicurezza prima di tutto» precisa Valentina, mentre Fabrizio ci tiene a sottolineare come «tutti si stanno dando da fare e sono molto gentili. Meglio che sia successo adesso piuttosto che all’inizio dell’estate, come lo scorso anno, con il rischio di compromettere la stagione» e conclude «Ci si lamenta sempre dopo, per una volta che si riesce a fare della prevenzione, dobbiamo pazientare».
Anche Giovanni Allonzi, con la moglie Marisa e la figlia alloggeranno al residence Talus. «Ce l’aspettavamo. La valigia era pronta già da un po’ – spiegano al termine delle operazioni di smistamento -, a questo punto non c’è che da sperare che la frana venga giù, una volta per tutte».
(erika david)

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