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Processo Fontine: respinte tutte le eccezioni delle difese, venerdì si parte con l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa

Processo Fontine: respinte tutte le eccezioni delle difese, venerdì si parte con l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa

I legali dei 48 imputati inseriti a ruolino - tra le altre cose - avevano richiesto l'incompetenza territoriale del Tribunale di Aosta perché i magistrati potenzialmente «possono essere consumatori di Fontina» e denunciato «capi d'accusa troppo generici»

Incompetenza territoriale del Tribunale di Aosta perché i magistrati potenzialmente «possono essere consumatori di Fontina», trascrizioni di intercettazioni telefoniche «non avvenute in Procura, bensì in più luoghi contemporaneamente», essendo quindi stato «leso il diritto di difesa» degli imputati, capi di imputazione «troppo generici, al punto che non so proprio come poter difendere la mia assistita, visto che nella ricostruzione dei fatti il suo nome non compare più, senza dimenticare che nel capo di imputazione di indebita percezione di contributi non si evidenziano gli eventuali requisiti che sarebbero stati violati né si cita l’importo delle somme che sarebbero state illecitamente percepite».
Queste sono le principali eccezioni preliminari sollevate questa mattina dalla maggior parte dei legali difensori dei 48 imputati inseriti a ruolino nel processo iniziato in Tribunale ad Aosta davanti al collegio presieduto da Marco Tornatore (giudici a latere Paolo De Paola e Davide Paladino).
Eccezioni che, così come già deciso in sede di udienza preliminare dal gup Giuseppe Colazingari, il collegio – dopo un’ora di camera di consiglio – ha respinto in toto, allontanando così lo spauracchio dell’eventuale invalidazione di tutto il lavoro peritale effettuato in riferimento alla traduzione e trascrizione delle intercettazioni dal patois all’italiano.
Disposto anche il diniego alla costituzione di parte civile dell’Associazione nazionale protezione animali natura ambiente (Anpana) che, così come già fatto notare in via preliminare da pressoché tutte le difese, «questa mattina ha presentato la sua richiesta di costituzione di parte civile senza motivarla perché in realtà non si può motivare, visto che la sua costituzione avrebbe valenza verso tutti, anche verso coloro che sono imputati per reati che nulla hanno a che fare con gli animali».
Parti civili nel processo – che proseguirà venerdì con l’ascolto dei primi sei testi citati dal pm Pasquale Longarini, tutti appartenenti alla Sezione di Polizia Giudiziaria di Aosta – rimangono così come in udienza preliminare l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, la Regione e l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con gli imputati – allevatori, veterinari e produttori di formaggi – accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione, maltrattamento e uccisione di animali, abusivo esercizio della professione e frode in commercio.
L’attività investigativa prese avvio nel 2008 da Carabinieri del Nas e Corpo forestale, circa un anno dopo scattarono le manette ai polsi di alcuni personaggi e il 12 ottobre 2011 fu convocata per la prima volta l’udienza preliminare.
Un processo, quello iniziato questa mattina, che ha preso avvio in forte ritardo, motivo per cui per la maggior parte degli imputati la prescrizione scatterà già nel 2015.
(pa.ba.)

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