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Giudice del lavoro: rigettato il ricorso presentato dall’ex direttore del J.B. Féstaz

Giudice del lavoro: rigettato il ricorso presentato dall’ex direttore del J.B. Féstaz

Eugenio Gramola ha respinto l'impugnativa presentata da Andrea Ferrari contro il suo licenziamento, disposto dalla Regione dopo un procedimento disciplinare scaturito da un'indagine della Digos di Aosta per peculato e simulazione di reato

Il giudice del lavoro del Tribunale di Aosta, Eugenio Gramola, questa mattina ha rigettato il ricorso presentato dall’ex direttore della casa di riposo J.B. Féstaz di Aosta, Andrea Ferrari (FOTO), licenziato il 20 settembre 2013 dall’amministrazione regionale al termine di un procedimento disciplinare scaturito dalle contestazioni mossegli nel maggio del 2013 dalla Digos di Aosta.
Col ricorso – respinto questa mattina – Ferrari chiedeva sostanzialmente al giudice del lavoro di «annullare o dichiarare illegittimo o inefficace il procedimento disciplinare», condannando di conseguenza l’amministrazione pubblica a «reintegrare il ricorrente nel proprio posto di lavoro; a corrispondere al ricorrente tutte le mensilità, in ragione di euro 5.413,01 al mese o nella diversa misura accertanda in corso di causa, dal dì del licenziamento al dì dell’effettivo reintegro» e in via subordinata a «dichiarare illegittimo il licenziamento» e a «risarcire il danno al ricorrente nella misura massima pari a 24 mensilità, in ragione di 5.413, 01 euro al mese o nella diversa misura accertanda in corso di causa».
Più nel dettaglio, durante un’attività investigativa a cui erano seguite indagini delegate alla Digos dalla Procura della Repubblica di Aosta, emerse che – in diverse occasioni – Ferrari avrebbe asportato arredi e complementi presenti nella struttura J.B. Féstaz, casa di riposo per la quale all’epoca rivestita il ruolo di direttore, servendosi in alcune occasioni del furgone in uso all’azienda
Verso la fine del mese di aprile del 2013, lo stesso dirigente regionale denunciò il furto a opera di ignoti degli stessi beni di cui si sarebbe impossessato, motivo per cui fu denunciato a piede libero – oltre che per peculato – anche per simulazione di reato.
Il 23 agosto 2013, poi, la Giunta regionale gli conferì comunque un nuovo incarico dirigenziale come dirigente della Struttura studio, ricerca e collaborazione del Dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile, fino al licenziamento disposto poco meno di un mese dopo.
(pa.ba.)

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