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Truffatore viene ‘beccato’ perché si dimentica il nome fittizio col quale si sarebbe dovuto presentare a una ditta di Quart

Truffatore viene ‘beccato’ perché si dimentica il nome fittizio col quale si sarebbe dovuto presentare a una ditta di Quart

Da qui le perplessità dell'addetto alle vendite di materiale elettrico all'ingrosso, l'arrivo dei Carabinieri e la denuncia in stato di libertà del ventenne torinese

Tentata truffa e sostituzione di persona. Sono le accuse per le quali un ventenne torinese è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Aosta dai Carabinieri di Aosta.
L’uomo, entrato nel punto vendita di una ditta di Quart che vende materiale elettrico all’ingrosso, ha presentato al personale addetto alle vendite una nota spese di oltre 13.000 euro, intestata a un’importante ditta di Torino cliente di fiducia del punto vendita valdostano.
A insospettire l’addetto alle vendite è stato il comportamento del ventenne torinese, parso subito nervoso, anche dopo aver esplicitato le sue generalità (di fantasia) al commesso: Marco Trovato.
Al punto vendita di Quart nessuno aveva mai sentito parlare di questo Marco Trovato, e infatti – una volta acquisita la nota spese per provvedere alla preparazione del materiale da caricare su un capiente furgone bianco preso a noleggio – il magazziniere ha notato come in cima alla nota spese comparisse il nome di Marco Passato (e non Marco Trovato), con accanto scritto a matita «sono io».
Un chiaro promemoria per il «truffatore smemorato», sostengono i Carabinieri, motivo per cui a quel punto l’addetto ha telefonato al titolare della ditta di Quart per rappresentare le sue diverse perplessità a riguardo.
Perplessità che sono state fugate direttamente dal titolare dell’impresa torinese di impianti elettrici, che una volta contattato ha affermato di non conoscere nessun Marco Trovato.
Da qui la telefonata ai Carabinieri e la denuncia in stato di libertà del giovane, che è poi risultato aver già compiuto diverse truffe di questo genere tra le province di Vercelli e Torino, per un valore stimato di materiale sottratto di oltre 70.000 euro.
(pa.ba.)

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