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Maxi operazione antidroga scattata da Aosta: 17 arresti, 66 indagati e 23 kg di stupefacente sequestrati

Maxi operazione antidroga scattata da Aosta: 17 arresti, 66 indagati e 23 kg di stupefacente sequestrati

Tre anni di indagini per la Guardia di Finanza di Aosta, che - sulla «coda» dell'operazione 'White eagle' del 2009 - ha smantellato un'organizzazione di albanesi dedita all'importazione e allo spaccio di cocaina nel Nord e Centro Italia

E’ stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Aosta un’organizzazione – formata da albanesi – dedita all’importazione e alla gestione dello spaccio di cocaina nel Nord e Centro Italia.
L’indagine – coordinata dal pm Stefano Castellani della Direzione distrettuale antimafia di Torino (pm Pasquale Longarini applicato della Procura di Aosta) e svolta operativamente dal Nucleo di Polizia tributaria delle Fiamme Gialle attraverso numerose intercettazioni telefoniche e ambientali e mediante attività di appostamento e pedinamento – era scattata nel 2011 da una «coda» dell’operazione ‘White eagle’, che nel 2009 aveva portato all’arresto di 23 cittadini albanesi coinvolti in un analogo traffico internazionale di cocaina.
Nei giorni scorsi ci sono state le ultime perquisizioni a tappeto ad Aosta, Torino, Lodi, Vigevano, Vipiteno e La Spezia, attività nell’ambito della quale sono stati sequestrati complessivamente 23 chilogrammi di stupefacente per un valore di mercato pari a 2,5 milioni di euro.
Diciassette le persone arrestate (le ultime quattro sono state tradotte in carcere la settimana scorsa) e 66 quelle indagate, per un’organizzazione che si era velocemente fatta largo nel panorama dello spaccio di cocaina nell’Italia centro-settentrionale (la droga era destinata ai mercati di Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Veneto e Lazio, e soltanto in minima parte a quello valdostano).
Efficientissimo il meccanismo di importazione e di distribuzione messo a punto dall’organizzazione, che poteva contare su una struttura piramidale, prendendo gli ordini direttamente dall’Albania.
I distributori consegnavano panetti di cocaina da un chilo ciascuno, contraddistinti da una sigla impressa con pennarello nero dal fornitore e concordata in fase di pagamento della partita di droga, che avveniva a monte, ovvero con un incaricato addetto a raccogliere il denaro contante in Italia e a consegnarlo successivamente ai fornitori in Olanda e Belgio.
Dopodiché la consegna dello stupefacente veniva gestita attraverso sms in codice, come ad esempio «Amico, alle 9 ho prenotato il campo di calcio. Ci vediamo lì per giocare» («O shoku ne oren 9 kam prenotuar fushen e futbollit. Shihemi atje per te luajtur», l’sms in albanese).
In collegamento diretto con i propri fornitori, connazionali residenti in Belgio e Olanda, i vertici dell’organizzazione – tutti arrestati – rifornivano di cocaina il Nord e Centro Italia.
Le Fiamme Gialle hanno sequestrato la partita di droga più consistente (14 chilogrammi) nascosta in un autoarticolato proveniente dall’Olanda, seguito e fermato sull’autostrada del Brennero.
Tra gli arrestati nel corso delle diverse operazioni condotte a partire dal 2011 figurano anche due italiani: una donna di Alessandria, compagna di un albanese facente parte dell’organizzazione, e il camionista veneto alla guida dell’autoarticolato fermato sull’autostrada del Brennero, al cui interno le Fiamme Gialle hanno scoperto 14 chilogrammi di cocaina suddivisi in panetti da un chilogrammo ciascuno.
(pa.ba.)

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