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Ebola, avviata in Valle la procedura per il contenimento e la gestione di casi sospetti

Ebola, avviata in Valle la procedura per il contenimento e la gestione di casi sospetti

Il direttore sanitario, Massimo Veglio: in Italia attualmente il contagio è molto improbabile

“Il contagio da Virus Ebola in Italia sono molto improbabili, anche se non impossibili. Per questo motivo l’Azienda Usl ha intrapreso azioni, su indicazione del Ministero, per far fronte a eventuali casi sospetti”, ha comunicato stamani il direttore sanitario, Massimo Veglio, nel corso di una conferenza stampa insieme al direttore medico di Presidio, Chiara Galotto, al direttore di SC Igiene e Sanità pubblica, Marina Verardo e alla responsabile del servizio Prevenzione e Protezione, Anita Mombelloni.
Un gruppo di lavoro misto aziendale ha redattola procedura “Ebola Virus Disease (EVD), contenimento e gestione di contatti sospetti” che dettagli le regole d’ingaggio aziendali per contatti e casi sospetti, i cui contenuti si basano sulle recenti circolari ministeriali e sulle linee guida regionali a oggi pubblicate su Ebola, in particolare nella regione Piemonte. La procedura è stata pubblicata sulla pagina Intranet di Igiene ospedaliera “Germestop” e alla luce dell’imprevedibile evoluzione dell’epidemia, la stessa potrebbe subire modifiche, che saranno rese note sulla stessa pagina.
E’ stata programmata e organizzata una formazione rapida degli operatori potenzialmente coinvolti (tra questi, personale del 118, del pronto soccorso e del reparto di Malattie infettive). E’ stato deciso di procedere con la formazione di una cinquantina di persone, le quali a loro volta formeranno altri operatori. Un’informativa sulla procedura è stata inviata a tutti i dipendenti Ausl e ai medici di medicina generale e medici di continuità assistenziale.
“Abbiamo ritarato gli impianti della palazzina di Malattie infettive – comunica Chiara Galotto – e verificato che i requisiti tecnici delle nostre strutture, come per esempio il pronto soccorso, sono adeguati, per far fronte a eventuali casi sospetti”.
I paesi a rischio di contagio perché sede dell’epidemia sono Sierra Leone, Guinea, Liberia e Nigeria (area di Lagos e Port d’Harcourt). “Chi avesse la febbre, ma non è stato in Africa, deve comportarsi come ha sempre fatto: lavarsi frequentemente le mani, evitare contatti con altre persone e riposarsi”, tranquillizza la dottoressa Verardo – perché si tratta di una comune influenza”.
(l.m.)

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