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Insegnante scomparsa: «Nessuna responsabilità di terzi per la morte di Christiane Seganfreddo»

Insegnante scomparsa: «Nessuna responsabilità di terzi per la morte di Christiane Seganfreddo»

Si avviano a conclusione le indagini relative al fascicolo aperto all'indomani del ritrovamento del corpo della donna aostana tra le vigne di Grand Signayes

«Nessuna responsabilità di terzi è emersa dalle indagini». E’ quanto trapela dalla Procura della Repubblica di Aosta in riferimento all’inchiesta aperta all’indomani del ritrovamento del corpo di Christiane Seganfreddo, l’insegnante di 43 anni di Aosta scomparsa il 30 dicembre 2013, la cui salma venne rinvenuta nella tarda mattinata del 15 febbraio scorso in un ruscello di frazione Grand Signayes, poco sopra l’Hôtel Charaban, tra le vigne gestite dall’Institut Agricole Régional, vicino a una cascina, a meno di mezz’ora di cammino dalla sua abitazione di viale Gran San Bernardo.
Il sostituto procuratore Pasquale Longarini, titolare del fascicolo, acquisiti gli esiti dell’autopsia dalla quale emerse che la donna morì «per ipotermia», resta ancora in attesa del formale deposito del supplemento di indagine di natura tossicologica disposto su alcuni suoi tessuti, anche se dalle anticipazioni dei risultati «nessuna responsabilità di terzi è emersa».
Nella foto il corpo di Christiane Seganfreddo mentre viene portato a valle dal luogo del ritrovamento poco dopo mezzogiorno del 15 febbraio scorso.
Maggiori dettagli sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 3 novembre 2014.
(pa.ba.)

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