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Bufera sulla 3bite per l’immagine della Saison

Bufera sulla 3bite per l’immagine della Saison

Radin: «Non capisco le polemiche di quest'anno, tutti i professionisti utilizzano le librerie grafiche»

La brochure cartacea della Saison culturelle è disponibile da ieri e con la diffusione del libretto si sono allargate a macchia di leopardo le polemiche sull’immagine scelta quest’anno, firmata dalla cooperativa 3bite.
L’uomo in camicia che si nasconde dietro ai palloncini proprio non piace, ma al di là dei gusti personali sono emersi anche alcuni rilievi tecnici da parte di una parte dei professionisti che hanno partecipato al bando e che accettano malvolentieri il verdetto della commissione.
L’immagine di stock utilizzata senza troppa rielaborazione, l’idea “scopiazzata” da una Saison culturelle francese, l’impaginazione della brochure, i caratteri utilizzati, il mancato allineamento dei numeri di pagina e del nome delle sezioni nei piccoli palloncini a pié di pagina sono solo alcune delle rimostranze tecniche avanzate. Qualcuno poi evidenzia come il web designer Alberto Bonetti, membro esterno della commissione formata da Emily Rini, Elmo Domanine, Isabelle Godecharles, Emanuela Lagnier e Christine Valeton, abbia lavorato più volte con la 3bite e che abbia addirittura realizzato il sito della Cittadella dei giovani, la cui gestione è affidata al raggruppamento di imprese Undicicento formato da 3bite e consorzio Cti.
«Può essere, io sinceramente non sapevo nemmeno che fosse in giuria – replica Stefano Radin (in foto), della cooperativa 3bite -. É un ragazzo di Aosta che lavora fuori e che conosciamo. Sinceramente mi stupisce tutto questo accanimento su di noi quest’anno. Abbiamo partecipato altre volte e non abbiamo vinto, questa volta la nostra idea è piaciuta».
Si dice che sia un po’ troppo scopiazzata… «Ormai tutti i professionisti utilizzano le librerie grafiche – dice Radin -. Il nostro progetto era lavorare sull’idea di leggerezza della cultura e abbiamo puntato sul claim Trent’anni e non sentirli” visto che era la trentesima edizione (come segnalato nel bando, ndr). É vero non l’abbiamo rielaborata troppo, ma volevamo ottenere questo effetto di leggerezza e lo abbiamo fatto utilizzando i palloncini. É un’immagine che può piacere o meno, che poi altri grafici dicano che il lavoro non è fatto bene, beh mi spiace, a me sembrava di aver presentato una buona proposta».
Qualcuno sostiene che voi sapeste fin dall’inizio che avreste vinto e che ve lo siate addirittura lasciato scappare. «Siamo tre soci (Cesare Marques, Michel Luboz e Stefano Radin, ndr). Che uno di noi vada a dire in giro certe fesserie che non stanno in piedi è assurdo. Davvero non capisco tutto questo accanimento».
Anche il presidente della 3bite, Cesare Marques dice di non capire la bufera sollevata dal lavoro presentato. «La grafica è fatta di idee, noi abbiamo lavorato su quello, sull’idea del trentennale, chi lavora in questo campo lo dovrebbe capire. Per quanto riguarda la commissione, non l’abbiamo certo nominata, non sapevamo nemmeno chi fossero i componenti, mi sembrano davvero polemiche pretestuose, comincio a pensare che essendo vicina la scadenza del bando per la gestione della Cittadella dei Giovani qualcuno si stia muovendo ad arte per metterci in difficoltà».
(erika david)

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