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Maxi furto di rame a Pila: chiedono scusa, patteggiano la pena e vengono scarcerati i 5 rumeni arrestati il 18 ottobre

Maxi furto di rame a Pila: chiedono scusa, patteggiano la pena e vengono scarcerati i 5 rumeni arrestati il 18 ottobre

Hanno patteggiato pene tra i 20 e i 24 mesi; secondo quanto affermato davanti al giudice, «due ragazzi ci dissero che avrebbero pagato 150 euro per il lavoro»

Hanno patteggiato pene tra i 20 e i 24 mesi di reclusione, venendo poi tutti scarcerati considerate le pene sospese, i cinque componenti della banda di rumeni dedita ai maxi furti di rame arrestati all’alba del 18 ottobre scorso a Les Fleurs di Gressan nell’ambito dell’Operazione Oro Rosso 2 della Squadra mobile della Questura di Aosta.
«Ammetto l’addebito e chiedo scusa», hanno affermato uno dopo l’altro Ioan Calderas di 43 anni, Ion Bordean di 51, Dimitru Varga di 42, Nicolae Apostol di 41 e Constantin Christen di 26 deponendo questa mattina davanti al giudice del Tribunale di Aosta, aggiungendo: «Due ragazzi erano venuti nel nostro campo nomadi nel torinese, ci dissero che avrebbero pagato 150 euro per il lavoro».
I fatti a loro contestati – come anticipato – risalgono alla notte tra venerdì 17 e sabato 18 ottobre scorsi, quando la banda di rumeni venne notata verso le 21 entrare nell’area ospitante la stazione del trenino di Cogne in località Acque Fredde, zona monitorata 24 ore su 24 dagli uomini della Squadra mobile in quanto già oggetto di un tentativo di maxi furto di rame nella notte tra l’8 e il 9 settembre scorsi.
Alle prime luci di sabato 18 ottobre – una volta viste partire le due ‘staffette’ costituite da una Volvo station wagon di colore bordeaux e da una Volkswagen Golf di colore grigio chiaro, in prossimità del bivio di Les Fleurs con la strada che conduce direttamente a Gressan – la Polizia decise di intervenire, bloccando in un vero e proprio blitz sia le due automobili che un furgone Fiat Ducato di colore bianco con dentro circa 3.000 chilogrammi di rame pronto a essere avviato sul mercato.
A quel punto, però, il rumeno alla guida della Golf provò una disperata manovra per aprirsi un varco sulla strada regionale, andando a speronare un’Alfa 147 in uso alla Polizia come ‘auto civetta’, mentre dal furgone saltò fuori il sesto componente della banda, mai ritrovato nonostante le ricerche a tappeto di Squadra mobile e Forestale nei boschi della zona nelle ore immediatamente successive agli arresti degli altri cinque.
(pa.ba.)

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